eurotunnel 13 anni, Variante di valico 28 Castellucci: "La legge incentiva gli enti locali a porre veti per ottenere contropartite" ROMA - Stessa spiaggia, stesso mare, stessa fila. La coda in autostrada è parte del rito delle vacanze: cantieri aperti da decenni aggravano, anziché risolvere, gli ormai storici "colli di bottiglia" nella rete messi sotto pressione dagli esodi estivi. Dà quasi lillusione che il tempo non passi mai ritrovarsi ogni estate a rivedere, metro per metro, certi tratti dellAppennino tra Firenze-Bologna, o i dintorni di Genova, Mestre o ancora i panorami della Salerno-Reggio Calabria (che ieri ha visto inaugurare un tratto da 29 Km). Invece il tempo passa: il primo progetto del raccordo di Genova risale al 1983, stesso periodo in cui si parlava di decongestionare il tratto appenninico della A1, il passante di Mestre è del 1990, dopo un decennio di dibattiti. Non bastasse, il confronto internazionale ci umilia: le "vere" grandi opere, tipo tunnel sotto la Manica, si fanno in massimo 10 anni, tra autorizzazioni e realizzazione, il ponte Vasco de Gama, a nord di Lisbona, è con i suoi 17 Km il più lungo dEuropa, progettato e autorizzato in quattro anni e costruito in tre. Insomma: Eurotunnel batte Variante di Valico 13 a 28, a patto la scadenza del 2011 sia rispettata. La causa vera dei ritardi in un sistema che non penalizza chi fa slittare i tempi, anzi il fatto che lo Stato, direttamente o indirettamente (concedendo gli aumenti tariffari ai concessionari) copra i maggiori costi che ne derivano, è il vero incentivo a prenderla con calma. In Europa hanno risolto con un uso massiccio dei performance bond. Si tratta di fideiussoni fatte dal costruttore a favore dellappaltante per ripagarlo in caso di ritardi. Si arriva al 50 ed oltre del valore dellopera. In Italia si usano poco, la legge prevede una penale massima del 10 (profitto presunto) per una consegna mancata. Il rischio è minimo dal punto di vista finanziario ma anche legale visto che novero delle (eventi naturali, difficoltà burocratiche). che non comportano responsabilità dirette è ampio. Se poi si guarda alla pioggia di miliardi che il ritardo innesca, linteresse a chiudere nei tempi sparisce: ad esempio la Tav da Torino a Napoli doveva essere pronta nel 2003 e lo sarà solo nel 2009, nel frattempo i costi sono triplicati da 11 a 32 miliardi. Ma i cantieri sono già in ritardo ancora prima di aprire: la legge prevede tempi massimi per ogni fase delliter di progettazione e approvazione: tutto dovrebbe risolversi in 24 mesi, 720 giorni. Nessuna sanzione, o meccanismo automatico di silenzio assenso in caso di violazione, che infatti è sistematica. Il momento più delicato il passaggio a livello locale. Regioni, comuni, province, comunità montane, e chiunque abbia un interesse animano conferenze dei servizi interminabili. Lincapacità di far fronte ai veti locali è bipartisan: il fallimento della Legge Obiettivo varata nel 2001 dal centrodestra ha chiarito che accentrare le decisioni rinforza i fronti del "no", mentre il federalismo secondo il titolo V della Costituzione riformato dal centrosinistra da molte armi a chi si vuole opporre. Lad di Autostrade per lItalia, Giovanni Castellucci, suggerisce una soluzione: «È dimostrato che non si può imporre unopera senza concertare le soluzioni a livello locale. Bisogna trovare il giusto equilibrio: è indispensabile laccordo delle Regioni, ma al di sotto del livello regionale le conferenze dei servizi dovrebbero poter decidere a maggioranza (come avviene ad esempio per le Ferrovie, ndr). Il sistema dellunanimità ha un effetto nefasto, rende addirittura "politicamente" obbligatorio per i sindaci dei piccoli comuni esercitare il diritto di veto in vista di una contropartita ». Poi cè la burocrazia: Autostrade è stata la prima concessionaria a far ricorso al Tar del Lazio contro il ministero dellAmbiente e dei Beni culturali per sollecitare una Via sulla variante di Valico ferma da un anno. Un caso che ha una morale: lunico modo per accorciare i tempi è che qualcuno oltre allo Stato (e i cittadini) rischi di perdere soldi a causa dei cantieri lumaca.