A Radio24: "Risorse al più presto, anche Bondi se ne è accorto" Roma, 23 lug. (Apcom) - Musei statali chiusi in questi giorni per le assemblee dei lavoratori che protestano contro i tagli ai beni culturali nella manovra economica del governo: "Non fa parte delle mie funzioni scioperare, ma capisco le ragioni di fondo. Penso che la preoccupazione su questi tagli e su come saranno gestiti i beni culturali nei prossimi anni è una preoccupazione altissima". A rilanciare l'allarme a Radio 24, ospite ad Extralarge, è il presidente del Consiglio Superiore per i Beni culturali, il professor Salvatore Settis. Settis sollecita nuovi fondi al più presto: "Con questi tagli, se non si trovano dei meccanismi di compensazione con soldi da altre parti, rischiamo che i musei via via chiudano e questo è un disastro che l'Italia non si può permettere. Il ministro Bondi se ne è reso conto, sono sicuro che sta facendo il massimo: bisogna vedere, però, quali saranno i meccanismi di compensazione e in quali tempi. Se dovessero restare chiusi i musei anche solo un mese, sarebbe un tracollo per l'immagine del Paese". "Quei tagli ci sono - ha concluso Settis - e io per primo li ho denunciati dopo averli letti sulla Gazzetta Ufficiale della repubblica italiana".
BENI CULTURALI SETTIS: CON FINANZIARIA MUSEI RISCHIANO CHIUSURA
Il presidente del Consiglio Superiore per i Beni culturali, Salvatore Settis, ha sollecitato nuovi fondi al più presto per evitare che i musei statali chiudano a causa dei tagli ai beni culturali nella manovra economica del governo. Settis ha espresso preoccupazione per il futuro dei musei e ha affermato che il ministro Bondi sta facendo il massimo per trovare soluzioni, ma è necessario definire i meccanismi di compensazione e i tempi. Se i musei restassero chiusi anche solo un mese, sarebbe un disastro per l'immagine del Paese. Settis ha denunciato i tagli dopo averli letti sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
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