Tutto era pronto e le strutture già minate (e così restano). Ma labbattimento degli edifici ancora in piedi, sia pur pericolanti, attorno al Velodromo dellEur per realizzare il nuovo complesso della «Città dellacqua e del benessere» è stato bloccato allultimo minuto dalla Procura di Roma che ha disposto un provvedimento cautelativo per verificare alcuni profili di illegittimità. Esultano i cittadini dei Comitati perla difesa dellEur, costituitisi contro laccordo di programma, approvato dallamministrazione di Walter Veltroni che prevede la trasformazione del Velodromo e dellarea circostante in un centro fitness acquatico, con piscine e alberghi, 38 mila metri quadri di parcheggio, che dovrebbe servire anche per i Mondiali di nuoto del 2009. «Vogliamo che venga rivisto - ha spiegato la portavoce Maria Cristina Lattanzi- Secondo noi presenta alcuni elementi di illegittimità». «Siamo in regola dalla A alla Z», sostiene invece ling. Filippo Russo, Direttore dei lavori, ricordando che lultimo vincolo esistente è stato annullato il 15 luglio scorso dal direttore generale del Ministero dei Beni culturali. Da parte sua «Eur spa esprime grande preoccupazione vista la presenza di esplosivi, in quanto anche nelle scorse notti perlomeno 50 persone hanno dormito nellex Velodromo. Abbiamo allentato Questura e Prefettura e Carabinieri». Rimasto per anni in abbandono, occupato da senza fissa dimora ed extracomunitari, i lavori di riqualificazione erano iniziati dopo un accordo di programma dellaprile del 2007. «Questo procedimento lho seguito nella sua ultima fase - afferma lassessore allUrbanistica Marco Corsini -. Ma se cè qualche ragionevole dubbio sulla correttezza dellintera procedura, è giusto che il giudice abbia imposto una riflessione. Diversamente - ironizza - ci saremmo davvero trovati su un terreno minato».