Decreto Expo 2015, finalmente cè la firma. Ma vince linterdizione rispetto a una governane efficiente. Ieri pomeriggio, dopo lennesimo rinvio, il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha firmato il Dpcm che sblocca la macchina che organizzerà levento espositivo. Il decreto è immediatamento esecutivo, e chiude una lunga maratona politica trascinatasi per oltre due mesi, litigio dopo litigio: Formigoni-Moratti sulla leadership nella gestione dellExpo; etra ipartiti dimaggioranza per avere potere su una partita da io miliardi di euro. Il mix degli, interessi in campo ha così partorito uno schema di Dpcm decisamente ambiguo, in cui palazzo Chigi ha lasciato aperta una serie di nodi sulla governante. Quello più intricato era sulla struttura della Soge. Palazzo Marino rivendicava un amministratore unico di sua nomina (Paolo Glisenti) e un controllo assoluto sulla società; il Pirellone preferiva una struttura societaria con un a.d. espressione di un cda nominato da più enti. La mediazione partorita è un mostro giuridico, con un Cipem allargato che delibererà a maggioranza e che raddoppia da 6 a 12 i suoi membri con lingresso dei ministeri dellEconomia, Infrastrutture, Agricoltura, Sviluppo economico e dei sottosegretari di Protezione Civile e Turismo per accontentare i partiti. E poi un Tavolo Lombardia presieduto dal Pirellone con poteri sulle opere connesse. Un amministratore della Soge con ampie deleghe. E un commissario straordinario (Moratti) con poteri sostitutivi e di vigilanza, ma non sulle opere connesse. In sostanza, si tratta di uno schema pasticciato e con una forte ambiguità verbale. Ad esempio, nello schema (ancora riservato) si dice che il Cipem, che è un comitato di indirizzo, eserciterà anche i diritti spettanti il cda, ma poi contemporaneamente che la Soge, di cui il Comitato è socio unico, avrebbe un solo amministratore. Due. Si dice che sarà il Cipem a nominare e revocare lamministratore ma su proposta del Cosde. Mentre si affidano a Moratti i poteri speciali ma non sulle opere regionali e sovraregionali. In sostanza: se lamministratore della newco gestirà budget e appalti, un comitato così largo e litigioso, rischia di ingolfare la struttura operativa, aprendo contenziosi sulle competenze. Non a caso, se il Dpcm sigilla alla meglio un fragile armistizio politico Moratti-Formigoni (imposto da Gianni Letta) e serve ad avviare la macchina operativa senza incappare in ulteriori figuracce con il Bie, già in autunno sarà una legge organica sul modello Torino 2006 a disciplinare lintera materia Expo 2015. Sperando non si ricominci subito a litigare.
MILANO - Firmato il decreto per Expo 2015
Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha firmato il Dpcm che sblocca la macchina per l'Expo 2015. Il decreto è immediatamente esecutivo e chiude una lunga maratona politica. Il mix degli interessi ha partorito uno schema di Dpcm ambiguo, con una struttura della Soge ancora aperta. Il Cipem, con un ampio comitato di indirizzo, eserciterà diritti spettanti al cda, ma con ampie deleghe all'amministratore della Soge. Il commissario straordinario Moratti ha poteri sostitutivi e di vigilanza, ma non sulle opere connesse. L' schema è pasticciato e con ambiguità verbale.
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