Dopo Goldin tornare a progettare cultura con la città. Prendendo una «pausa di riflessione» con la chiusura della stagione delle grandi mostre, dando vita ad un Comitato scientifico con esperti bresciani e non, rilanciando il dialogo con università, fondazioni e realtà associative del territorio. Questo lorizzonte delle politiche culturali di Palazzo Loggia indicato per i prossimi anni dallassessore comunale Andrea Arcai. Il futuro del rapporto tra lAmministrazione comunale e il patron di Linea dOmbra - ideatore dal 2004 in Santa Giulia di un ciclo espositivo che arriva fino alla mostra sui disegni di Van Gogh che si aprirà il 18 ottobre - era già stato nei mesi scorsi uno dei temi al centro del confronto elettorale. E dopo la vittoria di Adriano Paroli molti erano stati i segnali che quella collaborazione professionale era ormai giunta alla conclusione di un percorso. Ieri la conferma ufficiale e definitiva. «Sicuramente - spiega Arcai - il lavoro svolto da Goldin in questi anni è stato di grande rilievo e attendiamo anche i risultati, in termini di affluenza di pubblico, della mostra su Van Gogh prevista in autunno. Per questo ho avuto modo di ringraziarlo personalmente. Una valutazione complessiva sulla valenza del progetto "Brescia. Lo splendore dellarte" potrà essere fatta nel medio termine, però alcuni dati e alcune osservazioni sono agli atti e nei fatti». Anzitutto il costo «sostenuto dalla Amministrazione in questi quattro anni, che è stato importante: 15 milioni e 282mila euro, oltre alleventuale conguaglio a saldo della prossima mostra di ottobre. E' un importo sul quale riflettere». E poi il fatto che «limpatto economico complessivo per la città è difficile da stimare, ma le fonti più autorevoli segnalano un impatto relativamente modesto in termini di incremento di fruizione dei servizi della città, a partire dai commercianti, ma il perimetro di analisi è più ampio». Infine la sottolineatura che «limpatto in termini di valorizzazione del patrimonio culturale dei cittadini bresciani è sicuramente positivo per laccresciuto livello personale di rapporto con il mondo dellarte, ed è sicuramente modesto in termini di contestuale divulgazione dellarte, della storia e della cultura bresciana, sia tra i nostri concittadini che nel mondo». Insomma, secondo Arcai «come in tutti i progetti importanti, anche qui ci sono luci ed ombre, ed è per questo che non mi sento di condividere pienamente la posizione espressa sul Sole 24 Ore di qualche giorno fa, titolata "Bando alle mostre inutili", dove veniva citata in negativo proprio lesperienza di Brescia di questi ultimi anni. Alcuni contenuti dellarticolo, però, sono sicuramente da tenere in considerazione, laddove ad esempio si sostiene la necessità "di evitare che una monocultura, come quella delle mostre-spettacolo si espanda distruggendo il differenziato patrimonio genetico dei territori culturali" oppure la necessità "di svolgere indagini prima e dopo le mostre, sul gradimento del pubblico e sullimpatto turistico, economico e culturale complessivo sul proprio territorio"». E così Arcai conferma che «lopportunità di valutare questo impatto, in termini di interesse culturale ma anche economici, accompagnata da una rinnovata progettualità, ci ha indotto ad una pausa di riflessione». Lassessore di Palazzo Loggia tiene a sottolineare che «questa Giunta ha le idee molto chiare sul metodo e sui contenuti di un progetto culturale». Di qui lindicazione di alcune linee di impegno: anzitutto «valorizzare e riscoprire le radici culturali della nostra città e della nostra gente. Questo è un compito urgente, quasi una consegna: far riscoprire ai nostri figli e far conoscere ai nuovi abitanti di Brescia da dove arriviamo, la bellezza e la passione che nei secoli hanno fatto della nostra città la culla di movimenti culturali, religiosi e sociali. Da qui la decisione di sostenere progetti impegnativi quali Italia Langobardorum, un percorso che punta allinserimento di Brescia - città di re Desiderio nonché di straordinarie testimonianze Longobarde nel patrimonio mondiale dellUnesco». Necessario poi «riconoscere il patrimonio culturale storico monumentale bresciano, in primo luogo quello dei Musei Civici e delle collezioni private. Per la Pinacoteca Tosio Martinengo - spiega Arcai vorrei avviare una completa catalogazione e pubblicazione delle opere, alcune delle quali di grande valore e poco conosciute dai nostri cittadini. Grande importanza intendo dare alla qualificazione di realtà culturali quali i nostri Teatri, fino ad ora sostenuti solo dalla passione di pochi volonterosi. Non voglio poi dimenticare alcuni eventi che nei prossimi anni saranno particolarmente significativi per la nostra città. Uno per tutti: lanno Paolino appena inaugurato, che mi richiama il grande Papa Paolo VI». A fianco dei contenuti, lassessore Arcai tiene però ad indicare un metodo: «Lo riassumerei con lo slogan "fare con...". Stiamo creando, con alcuni esperti del mondo culturale bresciano e non, un Comitato Scientifico che con noi elabori il progetto culturale della Città di Brescia. Infine, voglio dire alle realtà associative bresciane, a partire dalle fondazioni e dalle università, che è nostra intenzione fare progetti condivisi, orientati ai principi che ho appena esposto».