SASSARI. Per aggirare i vincoli, è pronto l'accordo con la Soprintendenza ai beni architettonici, attraverso un compromesso che accontenta tutti. Per provare a far rivivere l'ex Lido Iride, manca solo il via libera della Regione. Domani, a Cagliari, il sin daco di Sorso Antonio Spano andrà armato di progetti e carico di speranze. L'incontro con il presidente Renato Soru lo impecidere, insieme, il nuovo ruolo da assegnare all'ex stabilimento balneare e discutere sui finanziamenti e sui tempi di realizzazione dell'affare storico. Due mesi fa, a Sorso, l'annuncio del governatore: «La Regione metterà a disposizione i fondi necessari per riqualificare l'ex Lido Iride. Quelle macerie a cielo aperto sono una vergogna ». Poi l'invito a sindaco e assessori: «Fate una proposta, la inseriremo nell'accordo di programma. È la maniera più semplice per accelerare i tempi». In assenza di un Puc in regola con il piano paesaggistico, non è roba da poco. Si tratta di spostare volumetrie, spalmando nelle aree abbandonate il cemento da estirpare nei siti da riqualificare. Come l'ex Lido Iride, appunto. Cinquemila metri cubi che il comune di Sorso vorrebbe trasferire in un'area che sta alle sue spalle, accanto all'ex hotel Toluca. Altri volumi andrebbero nel camping Li Nibari, lungo la litoranea. L'amministrazione vuole salire di livello: addio a roulottes e boungalows, si riparte con una struttura alberghiera a due passi dal mare, immersa nel verde e poco impattante, come vuole il piano paesaggistico. A mettere un freno ai progetti, c'è la Soprintendenza. Che un minuto dopo l'annuncio dell'arrivo delle ruspe, ha recapitato in municipio la lettera che inchioda l'ex Lido Iride al volere del ministero: la cartolina post bombardamento ha più di cinquant'anni di storia alle spalle, dunque va tutelata. E la Regione non ha campo libero. Antonio Spano non si è perso d'animo e ha avviato la fase della trattativa con la Soprintendenza. E il compromesso sembra essere cosa fatta. I paletti insormontabili circondano le due strutture principali della creatura del commendator Sebastiano Pani, quelle che ospitavano bar, ristorante e il piccolo albergo. Qui la demolizione è bandita, ma saranno possibili interventi di ristrutturazione. Per il sindaco di Sorso si può fare: «È nostra intenzione mantenere un piccolo stabilimento a servizio dei bagnanti, con sdraio e ombrelloni ma anche ristorazione ». Le ruspe potranno invece cancellare i casotti, circa trecento: sulla totale assenza di valore architettonico, non ha dubbi neanche la Soprintendenza. Il futuro dell'ex Lido Iride sarà al centro dell'incontro tra gli amministratori comunali e regionali. Ma Soru e Spano domani potrebbero avere il tempo di parlare anche d'altro. Nella lista della spesa del comune della Romangia c'è la realizzazione del parco urbano in un'area panoramica all'uscita del paese e la trasformazione dell'ex caserma dei carabinieri in piazza Marginesu in una casa di riposo. L'opposizione di centrodestra tuona, dice che le idee di Spano sono vecchie, ricorda i progetti sulla sanità portati avanti e finanziati nella precedente legislatura. Il sindaco però va avanti per la sua strada. E non è escluso che domani possa tentare di avviare anche un altro discorso. Il litorale di Sorso, nella porzione tra Marritza e Punta Tramontana, è in agonia: l'erosione, inarrestabile, si è portata via la spiaggia, un tempo larga e abbondante di sabbia. Rimangono i ciottoli, tappeto scomodo dal quale i bagnanti stanno alla larga. Sinora tutti i progetti di recupero sono naufragati. Un consorzio, un paio d'anni fa, aveva riacceso le speranze, annunciando la possibilità di accedere a finanziamenti europei. Dopo i proclami, ancora silenzio assoluto.