C'è un nesso stringente che collega le politiche territoriali e quelle dell'economia e dell'innovazione e si va sempre più delineando una chiara critica a coloro che vedono in contrapposizione la tutela territoriale e paesaggistica da un lato e lo sviluppo economico e il dinamismo sociale dall'altro. E' finita l'epoca del no a prescindere, è iniziata l'era del se si può, si fa. Occorre passare dall'urbanistica al governo del territorio, per evitare una programmazione come quella del nostro Comune negli anni '70 - '80, che non è riuscita a mettere le nostre attività produttive in condizione di poter cogliere le opportunità di sviluppo che all' epoca si presentavano. Un po' come il Vigente Piano Strutturale che non è riuscito ad esprimere gli strumenti utili alla definitiva delocalizzazione e all'innovazione degli insediamenti conciari,nel momento in cui lo scenario economico lo avrebbe consentito e non ha offerto soluzioni praticabili per molti artigiani intenzionati ad investire nella realizzazione e nella razionalizzazione della propria azienda. Oggi è sulla "crescita" che si addensano le maggiori preoccupazioni e quindi, maggiori rispetto al passato sono le esigenze di intervento da parte del governo locale.La parola magica sembra essere diventata "competitività ma questa non si può pretendere solo dalle singole imprese ma deve essere dell'intera comunità in cui esse agiscono. Occorre rimuovere un certo immobilismo che caratterizza la Regione Toscana per salvaguardare il futuro del nostro sistema produttivo e quell'operosità manifatturiera caratteristica delle nostre genti; occorre acquisire nuove capacità attrattive e competitive, tese a salvaguardare la durevole presenza dell'industria nel nostro territorio. Se parliamo di più lavoro, di più imprese, di più mecato, non possiamo non riconoscere l'importanza dell'introduzione di nuovi meccanismi e di nuove regole perequative, urbanistiche e territoriali. Il governo del territorio può e deve esercitare il massimo impegno affinchè questa presenza industriale nella Santacroce dei nostri tempi e del nostro futuro continui a connotarne il volto, la cultura e il paesaggio, per sfuggire al declino delle sue energie imprenditoriali e per restituire al nostro paese la leadership che da sempre le compete. Letizia Quaglierini Vicesindaco di S.Croce
EMPOLI - Urbanistica, è il momento di passare al governo del territorio
La politica territoriale e economica sono strettamente legate. La critica è rivolta a coloro che vedono in contrapposizione la tutela del territorio e la sua bellezza da un lato e lo sviluppo economico dall'altro. Occorre passare dall'urbanistica al governo del territorio per evitare programmi come quello del Comune di S.Croce negli anni '70-'80, che non hanno messo le attività produttive in condizione di sviluppo. La crescita è la principale preoccupazione, ma la competitività non può essere ottenuta solo dalle singole imprese, ma deve essere dell'intera comunità. Occorre rimuovere l'immobilismo e acquisire nuove capacità attrattive e competitive per salvaguardare il futuro del sistema produttivo.
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