Grandi e piccoli proprietari terrieri puntano a rendere edificabili le proprie aree Sarà la più grande operazione edilizia degli ultimi decenni È iniziata la più grande partita edilizia degli ultimi decenni in Maremma. Un affare da centinaia di milioni di euro e oltre centomila metri cubi di cemento. Roba da relegare a livello di ristrutturazione di un pollaio la costruzione dell'Ipercoop o i progetti nella zona del Pizzetti. Lo sviluppo edilizio della città si concentrerà nella zona dietro il Misericordia, nei campi che corrono a fianco della via Serenissima, della Tenuta del Poggione, fino al canale del Diversivo e il raccordo che porta alla Senese. I protagonisti della madre di tutte le lottizzazioni sono molti. Alcuni hanno un ruolo di primo piano, altri - almeno per ora- sembrano giocare di rimessa. Sotto i riflettori sono in tre: l'Asl, il Comune e Francesco Lemarangi, il proprietario della Tenuta Poggione, sessantasei anni portati con baldanzosa stazza, da sempre uno dei punti di riferimento del mondo agricolo grossetano. A lui fanno capo le decisioni sui 27 ettari agricoli, poco più di un quarto dell'intera zona. Francesco Lemarangi tiene saldamente in mano il timone lasciando alla figlia Chiara - sposata con l'avvocato Rocco Corsi - una piccola quota: a se stesso oltre un milione e 700mila euro di quote, alla figlia poco più di duemila euro. E stop. L'inzio della storia è abbastanza nota e i lettori del Tirreno l'hanno potuta leggere con dovizia di particolari nelle passate settimane: la Regione Toscana ha dato il via libera per costruire il nuovo ospedale di Grosseto. Mentre il governo nazionale taglia le spese per la sanità pubblica, la Toscana va in controtendenza: risparmi negli ospedali periferici ma superfinanziamento a quello cittadino. L'Asl potrà contare su un budget di 46milioni di euro per inziare i lavori. Ovviamente il Misericordia "2" dovrà sorgere accanto a quello attuale, tutto su terreni del Poggione. Servono sei ettari. Qui il percorso si complica. La famiglia Lemarangi manda avanti il dinamico Rocco Corsi che allerta giornali e tv: «Rischiano di perdere i soldi per il nuovo ospedale». In poche parole propone al Comune e all'Asl un accordo per garantire le disponibilità dei terreni in cambio dei diritti edificatori. Praticamente i Lemarangi vogliono cedere i terreni e ottenere la possibilità di costruire altrove. Seguono reazioni irritate dell'assessore all'urbanistica e dei vertici Asl. In pochi sottolineano, però, l'originalità della procedura: è la prima volta che un'operazione immobiliare di tale portata viene trattata a mezzo giornali. Una scelta che potrebbe anche avere il pregio della trasparenza, ma che così non è. Tutti sono convinti che debba esserci qualcosa di grave, qualche attrito molto forte, se un imprenditore di tanta esperienza ha deciso di discutere gli affari in conferenza stampa. Cosa si agita dietro le quinte? Lemarangi e famiglia non sono gli unici proprietari terrieri interessati all'operazione. Sono gli attori principali, quelli che hanno gli appezzamenti di terreno più grandi e, soprattutto, possiedono le aree indispensabili al nuovo ospedale. Ma per ridisegnare questo pezzo di città c'è bisogno anche della partecipazione dei piccoli. Sono i proprietari dei lotti che si affacciano lungo la via Serenissima, quella che, tra l'ospedale e la caserma del Sabvoia, taglia per i campi e conduce - per via vicinale di San Martino, fino all'Aurelia. Via Serenissima diventerà un asse di scorrimento vitale per tutta la nuova zona. E su questa si affacciano terreni destinati ad abbandonare in gran parte la loro vocazione agricola. Qui ci sono molte famiglie e centinaia di votanti. Qui si muoivono piccoli interessi economici che, comunque, hanno un loro peso e sono ben radicati in città. Ecco, dunque, il nodo da sciogliere: quanto si potrà costruire sui terreni di Poggione e quanto su quelli dei piccoli proprietari. Una scelta che deve essere fatta a livello del comune, attraverso gli strumenti urbanistici complessi. Proprio per organizzare in forma unitaria i piccoli, è nato da oltre un anno, un consorzio che prende il nome dalla strada: Consorzio Serenissima. Sarà il consorzio che siederà intorno al tavolo degli urbanisti. Una parte delle decisioni è stata presa. In termini tecnici si chiama sub Utoe numero 18. L'Utoe (unità territoriale omogenea elementare) indica a grandi linee cosa dovrà nascere in una detereminata zona. Li sono previsti - tra l'altro - 20.000 di superficie piana «di struttura sanitaria», un albergo da 100 posti letto, il nuovo carcere, un insediamento peep di 120 alloggi nell'area tra il Misericordia e il Savoia cavalleria. E ancora: 400 alloggi di residenza privata, 150 di pubblica, 15.000 metri di uffici pubblici, un centro servizi. Ed ecco il punto centrale del piano urbanistico: «Le previsioni di cui sopra dovranno essere realizzate secondo il criterio di compattezza verso l'edificato esistente». Insomma non si potrà costruire a macchia di leopardo. Bisognerà giocoforza trovare un'intesa tra tutti i protagonisti sia grandi che piccini. E non sarà semplice calibrare bene pesi, speranze e ambizioni. (a.l.)
GROSSETO. paesaggio: Si apre la corsa alla lottizzazione milionaria
La Regione Toscana ha dato il via libera per costruire il nuovo ospedale di Grosseto, che sarà costruito su terreni della Tenuta del Poggione. L'Asl e il Comune di Grosseto stanno trattando un accordo per garantire le disponibilità dei terreni in cambio dei diritti edificatori. La famiglia Lemarangi, proprietaria della Tenuta del Poggione, vuole cedere i terreni e ottenere la possibilità di costruire altrove. Il piano urbanistico prevede la costruzione di 20.000 metri quadrati di superficie piana di struttura sanitaria, un albergo, un carcere, un insediamento residenziale e uffici pubblici.
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