Il sogno diventò realtà. Almeno quello dei 350 bibliotecari specialisti in archivi musicali, provenienti dalle più importanti biblioteche di 37 Paesi del mondo che si sono dati convegno a Napoli per l'annuale conferenza dalle Iaml-«International Association of Music Libraries» e che tra un aggiornamento di ordine professionale, legislativo o storico bibliografico e l'altro dei cinque giorni di convegno (fino a venerdì) hanno modo di vedere - finalmente dal vivo - lo straordinario patrimonio musicale della biblioteca del Conservatorio di San Pietro a Majella. Un'occasione unica per toccare con mano tutto ciò che diversamente consultano, o aiutano gli studiosi a consultare, solamente on line. Già da qualche tempo, difatti, a fini divulgativi e soprattutto conservativi, l'antico conservatorio partenopeo diretto da padre Vincenzo De Gregorio ha avviato una colossale operazione di digitalizzazione della propria biblioteca, in altre parole di quel tesoro di autografi, manoscritti, edizioni a stampa scelte tra le più significative, materiali sonori e audiovisivi che sono fonte e unica e insostituibile per musicisti e musicologi alle prese con lo studio della civiltà musicale napoletana dal Seicento all'Ottocento. Quest'anno Iaml-Italia, presieduta da Agostina Zecca Laterza e Iaml International, guidata dal danese Martie Severet, hanno scelto Napoli per la convention 2008, una manifestazione realizzata con il sostegno della soprintendenza ai Beni Librari della Regione diretta da Loredana Conti: non solo in ragione della prestigiosa ospitalità di San Pietro a Majella ma anche per far conoscere al pubblico ed agli addetti ai lavori lo stato di avanzamento e i suoi sviluppi futuri dell'importante opera di valorizzazione del prezioso patrimonio librario della biblioteca intrapreso dal Conservatorio di Napoli con il contributo di enti pubblici e privati ed affidato al dipartimento Beni culturali di Siav, la software factory specializzata nella gestione elettronica dei documenti presieduta da Alfieri Voltan. Per avere un'idea della portata del lavoro e per capire quanto Napoli e il suo Conservatorio attualmente siano all'avanguardia a livello italiano e mondiale per il numero di opere musicali catalogate e digitalizzate presenti sul web, basta pensare che sono 95mila i record bibliografici presenti nel Servizio Bibliotecario Nazionale e settemila i manoscritti, le stampe rare, i libretti d'opera e le partiture musicali (molte delle quali autografe) acquisite dopo una selezione degli oltre 20mila documenti custoditi nella biblioteca e, dunque, resi visibili sulla rete per un totale di oltre un milione e 500mila di immagini di pagine musicali tra manoscritti e testi a stampa selezionati. Con lo sviluppo di internet, dunque, nuove frontiere si aprono anche per l'informazione in campo musicale. In particolare, a Napoli, con un sistema di consultazione basato sulla piattaforma «Galileo», si apre uno spaccato sulla civiltà del Settecento ottimamente rappresentata dalla scuola napoletana di Pergolesi, Piccinni, Paisiello, Cimarosa fino a tutta quella dell'Ottocento, con importanti presenze di Rossini, Bellini, Donizetti. A garantire la qualità del progetto, l'adozione delle più avanzate tecnologie informatiche e di ripresa digitale che garantiscono anche per lo studio in loco l'integrità dei documenti e, allo stesso tempo, la possibilità di rendere il tutto fruibile a chiunque, creando occasione di studio e conoscenza dei materiali documentari anche al di fuori della ristretta elite di esperti e studiosi. Una dimostrazione pratica di come accedere al servizio è stata, difatti, svolta dal responsabile Siav del progetto Gennaro Di Pietro, che ha illustrato le modalità del servizio à côté della visita guidata, svoltasi all'interno della biblioteca offrendo occasione di un affascinante viaggio a ritroso nella storia della musica, dell'istituto e della città.