"Ci sono già 20 mln del governo ma spero di arrivare a 40" Il ministro dei Beni culturali al 'Giornale': "Ho deciso di bandire un concorso aperto anche agli stranieri per il posto di direttore generale per tutte le strutture museali italiane". Angelini propone: "Montebello e Christiansen del Met" "Sto lavorando a un piano nazionale dei musei italiani. Voglio dimostrare che è possibile valorizzarli, destinando risorse adeguate, sia pubbliche che private. Ho deciso di bandire un concorso aperto anche agli stranieri per il posto di direttore generale per i musei italiani". Lo annuncia in un'intervista a 'Il Giornale' il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi che spiega: "Adesso non c'è la figura di direttore generale. Io voglio, entro la fine dell'anno, istituirla. E il bando pubblico sarà internazionale". Quanto alle risorse disponibili per il piano, ci sono "20 milioni del governo per quest'anno", spiega il ministro che, però, grazie alle fondazioni, spera "di arrivare in tutto a 40 milioni". Bondi ammette che nella gestione del patrimonio culturale italiano "c'è qualcosa che non va". "Si dice comunemente che i beni culturali siano il nostro petrolio, ma è un petrolio che non riusciamo ad estrarre", sottolinea. E spiega: "Ci sono certamente altre cause che spiegano il ritardo accumulato nello sviluppo del turismo culturale, come la mancanza di moderne catene alberghiere, la crisi della nostra compagnia di bandiera, i limiti delle infrastrutture, l'assenza di un progetto di comunicazione. Ma pesa anche l'incapacità di sfruttare al meglio le nostre bellezze". "Non possiamo dire di puntare sul turismo se lasciamo le vetrine culturali dell'Italia nelle condizioni di Pompei - aggiunge Bondi - Nessuno ha mai fatto niente, io non mi sono rassegnato e ho preso un provvedimento unico nella storia del nostro Paese. Credo che il provvedimento per Pompei possa diventare un modello. E parlo di gestioni autonome dei Beni culturali con fondazioni o consorzi, frutto della collaborazione tra il ministero, gli enti locali e i privati, che sono le più efficienti". Bondi fa anche degli esempi: "Due settimane fa abbiamo siglato un accordo con le fondazioni bancarie per la Reggia di La Venaria in Piemonte. Poi un consorzio per la gestione di Villa Reale di Monza". D'accordo con il ministro Giuseppe Guzzetti, presidente dell'Acri, Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio Spa, che facendo i conti ha ricordato che "circa un terzo delle erogazioni filantropiche delle Fondazioni di origine bancaria (nel 2006 complessivamente 1,6 miliardi di euro, e oltre 1,7 nel 2007) viene destinato al settore 'Arte, attività e beni culturali"'. La causa di Pompei, invece, è da tempo uno dei cavalli di battaglia dell'attività politica della senatrice del Pdl Diana De Feo, che ora accoglie con ottimismo sia l'arrivo del Commissario straordinario sia l'ipotesi della gestione autonoma ventilata dal ministro per i Beni e le Attività Culturali. Perché, come dichiara all'Adnkronos Cultura la senatrice e giornalista, "è ora di passare dalle buone intenzioni alle azioni". Per la figura del direttore generale ipotizzata da Bondi, Roberto Grossi, segretario generale di Federculture, invita a puntare sugli italiani. "In Italia possiamo contare su grandi professionalità nel campo della cultura - osserva all'Adnkronos Cultura -. Certo, a queste bisogna aggiungere le competenze nel settore del management, e da questo punto di vista non siamo all'avanguardia, ma non ci mancano né la creatività né le competenze e tanto meno l'intelligenza per trovare in casa nostra la figura di un direttore generale per i musei". Inoltre, Grossi ammette che "il sistema italiano, così ricco di strutture culturali e con oltre 4mila musei, la maggior parte di proprietà comunale e molti statali, non può più essere lasciato nelle mani delle singole strutture". Quindi "è indispensabile un coordinamento generale che persegua l'obiettivo di creare degli standard di qualità omogenei, una sorta di 'bollino blu' dei musei italiani". Lo scrittore e giornalista italiano Claudio Angelini da New York, città in cui vive dal 1997 e in cui ha diretto per quattro anni l'Istituto italiano di Cultura, propone invece due candidature di respiro internazionale: Philippe de Montebello e Keith Christiansen. "Il primo - dice Angelini all'Adnkronos Cultura - è stato per anni il direttore del Metropolitan Museum di New York, incarico che sta lasciando proprio in questi giorni; il secondo è l'esperto, sempre per il Metropolitan, di arte rinascimentale".
Bondi: 'Un superdirettore per tutti i musei'
Il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi ha annunciato di bandire un concorso aperto anche agli stranieri per il posto di direttore generale per i musei italiani. Il bando sarà internazionale e il ministro spera di arrivare a 40 milioni di euro per il piano nazionale dei musei italiani. Bondi ammette che nella gestione del patrimonio culturale italiano "c'è qualcosa che non va" e che il ritardo accumulato nello sviluppo del turismo culturale è dovuto a diverse cause, tra cui la mancanza di moderne catene alberghiere e la crisi della compagnia di bandiera italiana.
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