AGRIGENTO. L'intenzione di Antonello Antinoro , neo assessore regionale ai Beni Culturali, di rendere "redditizia" la gestione della Valle dei Templi, cedendo per alcuni decenni il gioiello archeologico più prestigioso dell'isola ad un "privato di qualità", ha sollevato un vespaio di polemiche. Il proposito di incassare come contropartita "canoni fissi" oppure il miglioramento del tracciato della scorrimento veloce Palermo- Agrigento, o di ottenere magari in cambio la realizzazione di un eliporto, ha scatenato un diluvio di contrarietà. «Per siti come la Valle dei Templi, mi sembra paradossale - ha obiettato il presidente dell'Ars, Francesco Cascio - pensare alla privatizzazione». La proposta di mezza estate dell'assessore ha sollecitato anche la scomunica di Giulia Mozzoni Crespi , la più grande mecenate del Bel Paese, fondatrice del Fai (che gestisce all'interno della Valle, il giardino arabo di Kolymbetra, strappato anni fa al degrado). «Trovo sacrilego fare una proposta del genere» è insorta la contessa Crespi. Anche perché la Valle dei Templi - come Pompei o il Colosseo - necessitano di una gestione che va ben oltre le "logiche del profitto». L'idea del "baratto" con i privati - per lo più dai contorni nebulosi - non sembra convincere gli agrigentini. Contrarissimo è Gaetano Pendolino , il presidente del consorzio turistico Valle dei Templi. Dal 2005 aggrega all'ombra dei Templi una filiera turistica (con 130 soci) - tra agenzie di viaggio, alberghi, ristoratori, aziende Uno di agriturismo, associazioni di guide turistiche, bed breakfast, riserve naturali, vettori di bus, società di servizi, museo - che si muovono in sinergia non solo per promuovere l'offerta turistica, ma anche per il marketing dell'intero comprensorio. Pendolino dissente dall'ipotesi di cedere un «bene patrimonio pubblico e dell'Umanità», come l'ha dichiarato l'Unesco. «In ogni caso non è possibile pensare lontanamente all'alienazione dei beni culturali di questa portata - chiosa il presidente del Consorzio - che rappresentano il passato su cui è possibile costruire il futuro, con una diffusa e partecipata economia che aiuti la crescita del territorio. Contrariamente a quanto può avvenire - chiosa - con uno o più Mecenati che acquisiscono in proprio i diritti ed i conseguenti introiti». Il Consorzio turistico agrigentino, nei giorni scorsi, ha tra l'altro presentato un progetto, che ipotizza una serie di itinerari intorno alla Valle, per incrementare il flusso dei turisti e trattenerli di più sul territorio. Anche il sindaco di Agrigento Marco Zambuto - che siede nel cda dell'ente Parco Valle dei Templi - ha accolto con molta freddezza ed imbarazzo la sortita dell'assessore Antinoro. Mentre per un altro agrigentino doc, il presidente regionale di Legambiente Mimmo Fontana , la sortita del governo regionale è solo una boutade di mezza estate. «Chi ha fatto questa proposta - annota Fontana - non conosce bene la Valle dei Templi. Che non è un parco chiuso, ma un pezzo di territorio in cui si trovano anche strade statali e provinciali, le abitazioni storiche degli agrigentini. C'è da chiedersi - prosegue l'esponente di Legambiente - quali compatibilità vi siano tra una simile proposta, ed il Piano dell'ente Parco appena approvato e che finalmente sta per diventare esecutivo, che consentirà ai proprietari di questi immobili di ristrutturali ed utilizzarli a fini turistici, realizzando strutture ricettive, di ristorazione, alberghi, etc. Ma di quali privati - si chiede Fontana - stanno parlando? Qui non c'è bisogno dei Mecenati, come propongono Lombardo e l'assessore Antinoro. Cosa dovrebbero gestire? Inimmaginabile ed inconcepibile, affidargli i Templi. Tra l'altro, la manutenzione di una strada come la Agrigento-Palermo ha dei costi così esorbitanti - calcola Fontana - che non basterebbero neanche 30 anni di introiti con la gestione di un'area archeologica come la Valle dei Templi». Molto più caustico il presidente regionale di Italia Nostra, Leandro Janni . Per il quale l'ipotesi avanzata dal neo assessore Antinoro Lombardo rappresenta una «evidente manifestazione di scarsa consapevolezza culturale». Nonché di «improvvisazione politica». «Inesorabilmente, gli attuali governanti dell'isola - bacchetta Janni - dimostrano soltanto di conoscere il prezzo di tutto ed il valore di niente». Altra cosa è la gestione di alcuni servizi, per i quali ben venga il privato. Purché non sia, la solita "privatizzazione" alla siciliana. Fin dal 2003, nella Valle dei Templi, la biglietteria, il book shop, la vendita di souvenir e libri, la caffetteria ed altri servizi, come le visite didattiche, sono stati affidati in gestione dall'Assessorato regionale ai Beni Culturali ad "I luoghi dell'Arcadia". Una ditta privata, di cui è amministratore Giovanni Alessi (cognato dell'ex presidente della Provincia, Enzo Fontana , odierno parlamentare di Fi). La gestione privata, già scaduta, è in regime di proroga. L'anno scorso fece scalpore il negato ingresso alla Valle ad alcuni bimbi palermitani figli di immigrati. Incidente causato più che altro dalla scarsa elasticità del personale, reclutato in modo spiccio. «Sono sempre stato contrario alla privatizzazione - ribadisce l'ex deputato regionale agrigentino dei Verdi, Lillo Miccichè - perché spinge a svendere i diritti di chi ci lavora». La gestione privata di alcuni servizi nella Valle dei Templi fa acqua da tutte le parti: la biglietteria all'ingresso del tempio di Giunone - in genere presa d'assalto dai turisti - resta affidata ad un solo addetto (che deve contestualmente destreggiarsi anche a vendere souvenir). Mentre non è stato mai realizzato uno straccio di ufficio informazioni per l'accoglienza ai turisti. Claudio Castiglione , presidente dell'associazione guide turistiche della città di Agrigento, ultimamente ha segnalato in un dossier inviato all'Ente Parco, al Prefetto e alla Procura della Repubblica tutto ciò che non va nella gestione "privata" della Valle dei Templi. «Prima di parlare di privatizzazione - domanda polemico - c'è un ente preposto alla vigilanza in Assessorato, che verifica quali sono stati gli effetti, i vantaggi economici ed i ritorni di immagine di queste gestioni?».
Sicilia - Beni culturali in vendita - Templi di polemica
L'assessore regionale ai Beni Culturali, Antonello Antinoro, ha proposto di rendere "redditizia" la gestione della Valle dei Templi, cedendo il sito archeologico ad un "privato di qualità". Questa proposta ha sollevato polemiche tra gli agrigentini e le organizzazioni culturali. Il presidente dell'Ars, Francesco Cascio, ha obiettato che pensare alla privatizzazione di un sito come la Valle dei Templi è paradossale. La contessa Giulia Mozzoni Crespi, fondatrice del Fai, ha dichiarato che la proposta è sacrilega e che la Valle dei Templi necessita di una gestione che va ben oltre le "logiche del profitto".
Artista / Persona
Bene culturale
Luogo