PALERMO. I Beni culturali ai privati: per l'assessore regionale Antonello Antinoro era l'unica via possibile, almeno fino ai primi di luglio. Perché mercoledì 9, in commissione all'Ars, ha fatto un passo indietro, annunciando, tutt'al più, che costituirà una commissione di intellerttuali e religiosi per censire un patrimonio che, di fatto, è già abbondantemente censito. Un dietrofront che non spegne le polemiche sulla gestione ai privati. Un modello che il suo predecessore, Lino Leanza (Mpa), nel 2007 aveva in parte bocciato visti i risultati dell'affidamento a terzi dei servizi già esistente nei siti siciliani dal 2001, secondo i dettami della legge Ronchey. ARRIVA LA BOMBA. La bomba era stata innescata più o meno così: «Per rendere il più possibile redditizia la gestione dei beni culturali in Sicilia dobbiamo affidare a un privato di qualità il pacchetto completo di un sito turistico per trent'anni. Penso ad esempio alla Valle dei Templi o al teatro greco di Siracusa». Una bomba, quella lanciata dall'assessore Udc ai Beni culturali, la cui deflagrazione non è stata mitigata dalle ulteriori spiegazioni fornite: «In cambio i privati dovranno garantirci un canone fisso e alcune opere da realizzare nell'indotto». E neanche dal pieno appoggio fornito dal presidente della Regione, Raffaele Lombardo, che vanifica il successivo dietrofront di Antinoro: «Sono perfettamente d'accordo. Anzi, a dir la verità, sono stato proprio io, quando ho reso le dichiarazioni programmatiche a Sala d'Ercole, ad anticipare tale ipotesi. E' chiaro che non si tratta di vendere il nostro patrimonio culturale ai privati. Pensiamo, invece, a grandi mecenati che hanno tutto l'interesse a venire a investire in Sicilia. Va da sé che i criteri di selezione per l'individuazione di questi mecenati saranno rigorosissimi. Se un privato ci aiuterà, con proprie risorse, a far venire alla luce Nota antica sarà il ben venuto. Nel 2010 la Venere di Morgantina verrà riportata in Sicilia e se un privato realizzasse ad Aidone un grande museo e, magari, risolvesse i problemi della viabilità stradale di questa parte dell'ennese? So che l'assessore Antinoro ha già parlato con i vertici del Paul Getty Museum di Los Angeles. Chissà, magari potrebbe essere questo gruppo a lanciare Aidone nel firmamento del grande turismo culturale». GRANATA E PAGANO. Per Fabio Granata, che da assessore ai Beni culturali fu il primo ad aprire le porte ai privati, «in Sicilia sulle politiche turistiche e culturali la più grande rivoluzione sarebbe applicare le normative già approvate dall'Ars, iniziando dalla legge quadro sul Turismo, che determina la nascita dei distretti culturali e finendo con la normativa sui Servizi Aggiuntivi nei Beni Culturali spesso resa vana dalle stesse Sovrintendenze». La ricetta del deputato del Pdl è questa, e, per il resto, «è inutile avanzare ricette semplicistiche e un po' demagogiche per questioni complesse». Per Alessandro Pagano, successore di Granata, la questione invece è cambiata nel giro di pochi anni. Perché se nel 2005, parlando delle gestioni private, affermava «cambieremo tutto, semplicemente perché il sistema, così com'è, si è dimostrato fallimentare», assicurando, però, «non interverremo sul piano legislativo, non ve n'è bisogno», adesso il deputato del Pdl sposa con entusiasmo il progetto Antinoro: «La Sicilia dispone di risorse uniche la cui domanda di fruizione è elevata e crescente. E' un'enorme ricchezza che, purtroppo, dispone di poche risorse per essere valorizzata. Dunque occorre un modello più efficace che solo i privati e un'efficiente organizzazione aziendale possono fornire. Templi? Ma, per raggiungere questi risultati si deve promuovere, sempre nel rispetto di un controllo rigoroso da parte degli enti regionali e statali, un nuovo sistema con leggi che tutelino il patrimonio ma ne consentano una gestione moderna». LEANZA E I PRIVATI. E' stato l'ultimo assessore ai Beni culturali prima di Antinoro. E dell'efficacia dei privati nella gestione, Lino Leanza sa qualcosa. Nel 2007, infatti, sei anni dopo la pubblicazione dei bandi di gara, i servizi aggiuntivi nei musei e nelle aree archeologiche siciliane ancora non decollavano, tanto da spingerlo a tentare di rimettere ordine. Tutto inizia col primo bando del 2001per l'affidamento ai privati dei servizi di biglietteria, bookshop, caffetteria, guida didattica nei siti regionali. Nel dicembre del 2002 i servizi venivano aggiudicati in sette province: Ati Federico II a Palermo, il consorzio "I luoghi dell'Arcadia" (Shop Museo e Folio di Bolzano, Krea e cooperativa Meridiana di Agrigento) a Caltanissetta e Agrigento, all'Ati Novamusa (composta da Novamusa, del gruppo Thesauron dei Franza, Domenico Sanfilippo Editore di Catania ed Electa di Napoli) a Trapani, Messina, Siracusa e Ragusa . Le convenzioni firmate nella primavera del 2003 prevedano il versamento di un canone annuo, dell'8,54 del fatturato lordo e del ricavato dalla vendita dei biglietti al netto della percentuale di aggiudicazione (intorno al 13). Per Leanza, però, al netto dei contenziosi che hanno fatto funzionare male la gestione ai privati, la sola crescita dei biglietti non ha mai rappresentato un dato sufficiente per premiare la gestione affidata a terzi. Crescita, secondo l'assessore, fisiologica: nel 2003 da musei e aree archeologiche sono passati 442 milioni di visitatori (245 paganti); nel 2004, 481 milioni (paganti 271); nel 2005, 476 milioni (paganti 275). Ecco i centosedici "bocconi" La mappa dei siti pubblici di proprietà della Regione PALERMO. Centosedici tra musei, siti, zone archeologiche, antiquarium compongono l'offerta della Regione. Un'offerta che, adesso, può diventare un buon boccone per i privati, tenuto conto che il costo dei biglietti d'accesso, non previsto neanche per tutti i luoghi, ha un prezzo da rimpolpare, oscillando tra i 2 e i 6 euro. Ma ecco la mappa, provincia per provincia, di ciò che si vorrebbe, privatizzare. AGRIGENTO. 5 antiquarium (Monte Kronio, Villa Aurea, Casa Barbadoro, Casa Pace, Monte Adranone), 3 musei (Archeologico di Agrigento, Archeologico di Licata, Casa natale di Pirandello), 7 siti archeologici (Eraclea Minoia, Licata, Monte Adranone, Sant'Angelo Muxaro, Colimbreta, Valle dei Templi, Monte Sant'Angelo). CALTANISSETTA. 3 musei (Archeologico di Caltanissetta, Archeologico di Gela e Archeologico di Marianopoli), 4 zone archeologiche (Caltanissetta, Gibil Gabib, Contrada Sofiana, Gela), 2 antiquarium (Caltanissetta, Sabucina e Gela), 4 siti (Bagni Greci, Bosco Littorio, emporio greco, Castelluccio, Vassallaggi). CATANIA. 2 zone archeologiche (Acicatena e Mineo), 3 musei (Archeologico di Adrano, Ceramica di Caltagirone, Casa Museo Verga a Catania), 6 siti (Mura Dionigiane, Anfiteatro romano, Ipogeo Romano, Teatro romano e Odeon, Terme della Rotonda, Terme romane dell'Indirizzo, chiesa di San Francesco Borgia). ENNA. 3 musei archeologici (Aidone, Enna e Piazza Armerina), 2 zone archeologiche (Morgatina e Villa del Casale). MESSINA. 4 zone archeologiche (Capo d'Orlando, Giardini Naxos, Tindari, Halaesa), 4 musei (Archeologico di Lipari, Archeologico di Giardini, Regionale di Messina, Cocchiara tradizioni silvo-pastorali di Mistretta), 1 antiquarium (Tindari), 7 siti (Villa romana di Patti, Castello di Spadafora, Castello di Tauro, Isola Bella, Teatro Greco Romano di Taormina, Villa Romana San Biagio di Terme Vigliatore, Teatro Antico di Tindari). PALERMO. 12 siti (Castello di Caccamo, Castello Beccadelli Bologna di Marineo, Chiostro Santa Maria La Nuova di Monreale, Ca stello Cuba, Necropoli Punica, la Zisa, Chiostro di San Giovanni degli eremiti, Palazzo Reale, la Magione, Villa Napoli, Oratorio dei Bianchi, Villino Florio, tutti a Palermo), 7 musei (Abatellis, Archeologico Salinas, Palazzo Mirto, Palazzo Belmonte Riso, Civico di Polizzi Generosa, Regionale di Storia Naturale di Terrasini, Archeologico di Ustica), 2 antiquarium (Himera e Solunto). RAGUSA. 3 zone archeologiche (Ispica, Agorà-Camarina e Caucana Santa), 2 siti (Cava d'Ispica e Torre Cabrera), 2 musei (Archeologico Ibleo e Archeologico a Santa Croce Camerina). SIRACUSA. 2 antiquarium (Megara Hyblea e Tempio Ionico), 5 musei (Archeologico di Lentini, Casa Museo Uccello, Gabinetto di Numismatica, Palazzo Bellomo, Archeologico Orsi), 5 zone archeologiche (Lentini, Villa del Tellaro, Eloro, Castello di Eurialo, Neapolis e Orecchio di Dionisio), 4 siti (Area archeologica Akrai, Castello Maniace, Ginnasio Romano, Itinerario degli Ipogei). TRAPANI. 3 musei (Archeologico Baglio Anselmi di Marsala, del Satiro a Mazara, Pepoli di Trapani), 3 siti (Pianto Romano, Cave di Cusa, Grotta del Genovese), 3 zone archeologiche (Antica Cossyra, Segesta e Selinunte).
Centonove
11 Luglio 2008
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