UN ATTO di indirizzo del 1993 denunciava la necessità che gli istituti civici culturali della città e cioè Cineteca, Galleria dArte Moderna, Biblioteche e Musei assumessero la forma di Istituzioni. La motivazione di necessità si fondava sulla considerazione della ricchezza e complessità organizzativa che i quattro Istituti presentavano e dunque sullopportunità che ciascuno di essi beneficiasse di una organizzazione interna più efficiente e organica che facilitasse gli atti dellordinaria amministrazione ma soprattutto premiasse la complessità sopra denunciata e concorresse a metterne in attività il potenziale non ancora espresso. In altre parole diventava essenziale che quegli istituti aggiungessero allattività gestionale unattività per così dire imprenditoriale in cui la loro complessità e ricchezza interna potesse avere uno sbocco ulteriore nella prospettiva dellincontro e della collaborazione con altre realtà culturali nazionali e internazionali. A rendere realistico questo nuovo orizzonte si faceva opportuno che ognuna di queste quattro istituzioni culturali assumesse la forma di istituzioni e cioè che fossero dotate di una reale autonomia LIstituzione infatti, mentre mantiene i cardini istituzionali delle attività culturali cittadine nellambito dellamministrazione civica che li ha espressi e potenziati, per contro attraverso il riconoscimento dellautonomia e gli strumenti necessari per esercitarla assume quella efficienza operativa necessaria, oltre che a gestire al meglio le risorse di cui viene dotata, a reperirne allesterno di nuove e ulteriori e ad instaurare rapporti diretti "con un ventaglio di espressioni culturali, anche a livello europeo, tali da accrescere la qualità delle loro attività consolidate a da consentirne la sperimentazione di nuove". Latto di indirizzo del 1993, che stabiliva lopportunità di trasformare gli istituti culturali in istituzioni, indicava anche la progressione con cui si sarebbe dovuto portare in porto limpresa anticipando nellimmediato lIstituzione Cineteca (che nacque infatti fin dal 1994) seguita dallIstituzione Galleria dArte Moderna (che vide la luce nel 1996) per poi completare il quadro negli anni successivi con Istituzione Biblioteche e infine con Istituzione Musei. Oggi diamo definitiva realtà alle indicazioni contenute in quellatto di indirizzo senza meravigliarci che la realizzazione dei due ultimi Istituti Biblioteche e Musei abbia tardato di oltre un decennio vista la particolare natura di questi due grandi Istituti che già frammentate in strutture autonome e separate con a capo responsabili con il titolo di direttori pretendevano una riflessione più attenta e più ampia per trasformarsi nella nuova forma di Istituzione. LIstituzione raccoglierà tutte le biblioteche comunali che sono circa 15 dallArchiginnasio alla Sala Borsa a quelle di quartiere, alla Biblioteca Cabral. La trasformazione in Istituzione consentirà a ciascuna delle biblioteche di continuare a svolgere il lavoro che fino adesso hanno svolto reso più facile dal superamento della condizione di solitudine in cui ciascuna operava potendo al contrario oggi contare su rapporti di sinergia tra ciascuna di loro e tutte le altre. In particolare le biblioteche di quartiere, mentre faranno capo per laspetto amministrativo ad una gestione unitaria: 1. conserveranno il compito di dar vita a iniziative di politica culturale riferite alle esigenze del quartiere per le quali disporranno delle risorse occorrenti (almeno nella misura di cui hanno fino ad oggi hanno beneficiato); 2. potranno perfezionare e valorizzazione il loro radicamento col territorio accentuando la differenziazione tra un quartiere e laltro misurata alle esigenze specifiche di ciascun territorio di quartiere e alla domanda culturale degli abitanti di quel quartiere; 3. manterranno e possibilmente arricchiranno, predisponendo gli orari di apertura e di chiusura più convenienti, la loro capacità di accoglienza a beneficio dei cittadini del quartiere ma anche, come già oggi accade, nellinteresse degli studenti che trovano in quelle biblioteche punti indispensabili di raccoglimento e di studio. In aggiunta ai compiti in cui già oggi sono impegnate le Biblioteche di quartiere attraverso lapporto di proposte e di idee dei presidenti o rappresentanti da loro indicati collaboreranno con il responsabile direttore dellIstituzione a stendere un piano di attività che possa vederle proiettate verso lesterno in una serie di iniziative che interpretando il valore più ampio e di fondo del prodotto libro mirino tra i tanti altri obiettivi anche e soprattutto a quello di allargare larea della lettura. Sempre più spesso arrivano critiche, quasi sempre ingiuste, sulla gestione dei nostri Musei di cui si lamenta la scarsa frequentazione di visitatori. Ultimo a recitare il lamento è stato il Prof. Riccomini. Sul tema si sono sentite voci che criticavano lassenza o linsufficienza di iniziative in grado di attivare una maggiore partecipazione dei cittadini. Ma qui dobbiamo fare chiarezza. I Musei nelle città in cui si registrano pienoni di visitatori e cioè Napoli, Roma, Firenze, Venezia sono frequentati essenzialmente da turisti mentre scarseggiano come dappertutto i visitatori locali giacchè gli stanziali (e basta che ciascuno di noi lo chieda a se stesso per averne conferma) rinviano continuamente la visita al museo della propria città e giunti alla fine della vita si accorgono di non averlo visitato se non una o due volte. Ora come si sa il movimento turistico qui a Bologna è molto contenuto con la conseguenza di una presenza altrettanto contenuta di chi frequenta i musei. Per rimuovere questa situazione, o meglio alleggerirla, lo scorso anno varammo lingresso gratuito con il quale non volevamo tanto creare condizioni economiche favorevoli per la frequentazione ai musei quanto cambiare le modalità di fruizione del bene Museo, al quale si potesse accedere, come si fa con la biblioteca di casa, approfittando del manifestarsi di un intervallo pur breve di tempo libero, magari solo per dare uno sguardo a quel quadro o a quella scultura cui accenna per un qualche motivo il giornale appena uscito o per verificare un particolare dimenticato. E con lingresso gratuito abbiamo ottenuto i risultati che ci proponevamo se è vero che da un anno allaltro nonostante la chiusura pomeridiana dei musei (che abbiamo cominciato a restituire agli orari tradizionali) i visitatori sono aumentati di oltre il 20. Ma occorre aggiungere nuova vitalità ai nostri musei in un periodo di sofferenza del sistema museale nazionale denunciato dalla pubblicazione avvenuta qualche giorno fa della graduatoria dei musei del mondo selezionati secondo una serie di parametri di qualità che vede al 1 posto il Louvre, al 2 il Beaubourg e solo al 4 i Musei Vaticani e solo al 7 i favolosi Uffizi. Eppure lItalia è il paese più ricco di opere darte di ogni altro paese del mondo. I musei bolognesi sono davvero importanti e contengono una capacità di espansione e di crescita che va oltre lattività di cura dei singoli patrimoni e della loro valorizzazione anche ai fini di una più adeguata fruizione pubblica. Diventa così urgente perché non vada disperso il potenziale aggiuntivo di cui sono accreditati dare ad essi la forma di istituzione e cioè dotarli di unorganizzazione che renda possibile e propizi una propria attività allesterno consentendo loro di intrecciare una rete di rapporti con le altre realtà similari in Italia e allestero al fine di mettere a punto intese e scelte (mostre, coproduzioni, convegni, pratiche di restauro ecc.) grazie alle quali fare avanzare il processo di riconoscimento e di messa in ordine del grande patrimonio artistico italiano che presenta tuttora zone in ombra o comunque in attesa delle necessarie analisi e messe a punto. assessore comunale alla Cultura