In attesa del confronto si infittisce l'elenco delle priorità e delle richieste. Con la lunga lista di questioni trattare il sindacato è pronto all'incontro già richiesto al prefetto Renalo Profili, nominato commissario straordinario della sovrintendenza di Pompei, e pronto a insediarsi. «No alle priva-tizzazioni», la Cgil sembra decisa. «In più occasioni le ditte private hanno dimostrato di non poter far fronte agli impegni presi», ha detto ieri il segretario generale della Cgil funzione pubblica, Antonio Santomassimo. Dietro l'angolo, la preoccupazione che molti servizi vengano sottratti alla gestione statale, con conseguenti passaggi di cantiere e inevitabili incertezze occupazionali per i dipendenti. Nodo cruciale della vertenza, la questione sorveglianza, una querelle che negli ultimi dieci anni ha causato una lunga serie di scioperi, assemblee, e soprattutto disagi per i visitatori, oltre tre milioni all'anno, che non rinunciano alla visita agli Scavi. «Tutti i dipendenti che negli armi sono andati in pensione non sono stati sostituiti - ha aggiunto Santomassimo - è ovvio che il servizio custodi e la sorveglianza in genere presentano numerosi buchi neri, ma al momento, nell'ambito di questa rivoluzione gestionale affidata al prefetto Profili, non sembra vi sia un cambio di rotta». Anzi, secondo la Cgil, il primo concorso pubblico apparso dopo anni di vuoto sulla Gazzetta Ufficiale della settimana scorsa, destinato all'assunzione di quattrocento persone proprio ai beni archeologici, destina alla Campania 35 posti, in queste ore ridotti a 15. Di qui la proposta che il sindacato sottoporrà a Profili, già nei prossimi giorni: «Ci sono 230 lavoratori del Texspolettificio di Torre Annunziata in mobilità - ha detto il segretario Santomassimo -alcuni vengono già utilizzati proprio per servizi legati alla sorveglianza dei beni archeologici. Impiegarli in pianta stabile a Pompei, non soltanto risolverebbe il problema occupazionale di centinaia di persone, ma chiuderebbe definitivamente la vertenza sorveglianza, una delle pagine più nere degli ultimi anni a Pompei». C'è qualcosa che non quadra - insiste il sindacato - anche sul fronte dei fondi che il commissario Profili avrà a disposizione: oltre ai 40 milioni di euro non spesi dalla sovrintendenza di Pier Giovanni Guzzo, ce ne sarebbero altri 17 finanziati dalla Regione: «Ma è proprio la Regione che in questi anni ha reso più aspro il confronto eia vita deilavorato-ri - denuncia ancora la Cgil - non onorando gli impegni presi con i lavoratori e non pagando una serie di spettanze». A Profili, tra le prime cose da risolvere, c'è anche il pagamento dei debiti pregressi. Due le questioni che saranno subito aperte: il caos dentro gli Scavi; il disordine esterno. Case ancora chiuse o ristrutturate a metà; furti e reperti danneggiati: è stato lo stesso Guzzo a chiarire che in meno di dieci anni la fruibilità del museo è passata dal 13 al 30 per cento. Sul fronte esterno, non è mai stato risolto il nodo delle illegalità: bancarelle, abusivi, guide turistiche improvvisate e approssimative: «Su questa questione - conclude il sindacato - è gravissima la responsabilità della pubblica amministrazione. E speriamo che per risolverla il prefetto Profili non porti con sé uno staff di esperti che costerà decine di milioni».
Pompei - II sindacato: mai ai privati gli Scavi di Pompei
La Cgil ha espresso le sue richieste al prefetto Renalo Profili, nominato commissario straordinario della sovrintendenza di Pompei, in attesa del confronto. La sindacato chiede di non privare i servizi pubblici, di risolvere il problema della sorveglianza e di rispettare gli impegni presi con i lavoratori. La Cgil ha anche denunciato il disordine all'interno degli Scavi e il disordine esterno, come la chiusura di case e la mancanza di sorveglianza. Il sindacato ha proposto di utilizzare i lavoratori del Texspolettificio di Torre Annunziata per servizi legati alla sorveglianza dei beni archeologici.
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