La battaglia del cemento nella patria di lord Byron Volendo forzare luoghi e tempi delleroica impresa, se oggi lord Byron volesse tuffarsi in mare a Portovenere per raggiungere a nuoto lamico Shelley a Lerici e decidesse di farlo dal luogo più suggestivo, calata Doria, ebbene avrebbe ottime possibilità di schiantarsi su un masso prima di raggiungere lacqua. Colpa delle nuove dimensioni, extra large, della passeggiata. Genova Le contestazioni Portovenere, la battaglia del cemento Passeggiata triplicata, autosilos, strade: allarme degli ambientalisti Un intervento devastante che sconvolge lassetto del promontorio Portovenere - E la polemica scatenata da Italia Nostra sulla caratteristica scogliera di calata Doria, che la precedente amministrazione ha ampliato fino a dieci metri di larghezza, «triplicando in alcuni punti le misure e in genere raddoppiandole», come dice Luisa Rossi vicepresidente spezzina dellassociazione ambientalista, è solo uno, e per ora il più evidente, di una serie di casi che anche per il paese da fiaba patrimonio dellUnesco dal 1997, fanno temere unavanzata della speculazione edilizia. Dal sentiero pedonale sulla collina del Muzzerone che si va allargando e comincia ad essere percorso da motocarri mezzi agricoli facendo aumentare il valore delle case; agli autosilos scavati sotto gli uliveti; agli elicotteri che depositano nei boschi materiale a costruzione; ai "falsi" ruderi creati appositamente per ottenere più facilmente permessi di ristrutturazione; al parcheggio che sta realizzando una società controllata dal Comune; fino ad un grande progetto immobiliare sulla collina delle Grazie. La scogliera. «E un intervento devastante - accusa Luisa Rossi, docente di geografia allUniversità di Parma -. I lavori sono iniziati con la scusa di nuove condutture fognarie, ma oggi ci ritroviamo unorrenda piattaforma biancastra che stravolge lantico e sottile profilo del promontorio, che culmina con lo sperone nero della Chiesa. E non si venga a adire che serve per riparare dalle onde i passanti. Servirà soprattutto a permettere la sosta selvaggia dei turisti, con grande soddisfazione dei bar e dei chioschi di bibite». Paola Roberta Faggioni, assessore alla Cultura nella nuova giunta del sindaco Massimo Nardini (Ds, Socialisti, Di Pietro, coalizione che ha sostituito dopo accese polemiche una precedente giunta sempre di centrosinistra), scuote la testa sconsolata: «La Soprintendenza ha espresso parere positivo, anche noi abbiamo forti perplessità ma ora che si può fare...?». Certo è impensabile ipotizzare lo spostamento degli enormi massi. Italia Nostra però dalla nuova giunta si aspetta un aiuto su altri fronti. Ad esempio quello che per ora vede in trincea Enrico Pandolfo, chirurgo vascolare di Parma, oggi in pensione che è tornato a vivere a Portovenere, il paese della sua famiglia. Potrebbe starsene tranquillo nella bellissima casa al centro del paese, invece ha deciso di ingaggiare una vera e propria battaglia amministrativa e giudiziaria contro una strada, anzi un sentiero che va allargandosi sulla collina che sovrasta il paese e dove lui, in località Mortea possiede una antica casa. Tar esposti, denunce, ricorsi anche al Presidente della Repubblica. Secondo Pandolfo grazie allapertura di un cantiere per lallaccio di alcune case allacquedotto («ma alcune abitazioni lallaccio idrico lo avevano già», sostiene il chirurgo) la strada di cantiere è diventata, seppur sterrata, percorribile a mezzi come motocarri e veicoli agricoli che di fatto rendono assai più appetibili rustici e villini prima faticosamente raggiungibili. «In tutta questa vicenda - sottolinea Pandolfo - va anche rilevato il ruolo dellarchitetto Massimiliano Martina che oltre ad essere stato capo dellufficio tecnico municipale fino a poco tempo fa, era anche il proprietario di una delle case della zona interessata dalla strada, casa che ha poi rivenduto». «Non capisco cosa centri - ribatte larchitetto Martina -. In realtà non si parla di strada ma di un viottolo pedonale. La cosa è da ridimensionare. Un metro e mezzo di larghezza e non è carrabile. E una vicenda strumentalizzata». Martina dopo aver lasciato lufficio tecnico ha assunto al guida della società Portovenere Sviluppo e Valorizzazione Immobiliare che sta realizzando il parcheggio a Fezzano. Altra situazione calda è quella sulla collina delle Grazie, dietro il Varignano Vecchio e a ridosso del sito archeologico Villa Romana. Unarea molto grande per la quale la società Costa Verde Immobiliare di Lodi, amministratore Alvaro Corrù, ha proposto al Comune - nel periodo in cui era commissariato - un progetto che prevede una nuova viabilità, labbattimento di un muraglione dellex caserma della marina, recupero dei sentieri, parcheggi. In cambio si chiede una variante al Puc per poter «recuperare il patrimonio edilizio esistente», formula dietro al quale secondo Italia Nostra si cela la realizzazione di seconde case. Intanto in queste settimane vanno concludendosi i lavori di realizzazione di un autosilos realizzato con la legge Tognoli. Unopera che ha però già incontrato una serie di contestazioni riguardanti volumetrie e posti auto, ma che in ogni caso rappresenta comunque un business vantaggioso in una zona dove un box si paga a peso doro.. Ma anche per una casa in collina si fanno follie. Facoltosi lombardi hanno trasportato con lelicottero materiali da costruzione per ristrutturare un rustico. E misteriosamente, in mezzo ai boschi, da un giorno allaltro, spuntano nuovi ruderi che servono a giustificare richieste di licenze edilizie. E ancora ecco le foto di alberi "scortecciati" probabilmente per farli morire e giustificare così la prosecuzione di una strada agricola. Che poi ci siano davvero così tanti contadini sulle alture di Portovenere? Insomma, per la nuova giunta del sindaco Nardini gli impegni per la tutela del paesaggio non mancano. E ancora si deve aprire la partita delle ex caserme e delle aree abbandonate dalla marina sullisola Palmaria. Attrazione irresistibile per gli immobiliaristi.