Nel DNA degli italiani c'è la C-reazione del bello, dello stile, del gusto artigianale originale. Io ne sono convinto. La bellezza del patrimonio artistico e paesaggistico italiano non è solo nostra ma dell'umanità intera, dobbiamo diventare tutti più responsabili e fare del nostro meglio per preservarla». Della bellezza saremmo tutti noi italiani portatori sani, secondo Alain Elkann, neo consigliere del ministro ai Beni culturali, Sandro Bondi, e presidente dell'associazione Mecenate 90. Tanto ne è convinto da aver scritto e promosso insieme alla Fondazione Rosselli un Manifesto, Italia, Paese della Cultura e della bellezza, che è stato sottoscritto da 1300 personalità dell'economia, della ricerca e del mondo artistico e culturale. Peccato che dopo il taglio dell'Ici siano spariti dalla manovra finanziaria del nuovo governo 45 milioni destinati alla tutela di patrimonio e paesaggio e che le riduzioni di fondi per il ministro Bondi siano drasticamente ridotte fino al 2011. Eppure il degrado dei nostri musei è certificato di recente dall'associazione, pubblica e privata, Federculture. In condizioni disastrose è Pompei, meta turistica nota nel mondo, dove il ministro Bondi è andato venerdì scorso per testimoniare il proprio impegno. L'allarme infatti non parte solo da Mecenate 90. Per la prima volta il Fai (Fondo per l'ambiente italiano), il Wwf che tutela fauna e territorio, e Civita, che gestisce una sessantina tra musei e siti archelogici, si sono compattati e insieme hanno chiesto al ministro Bondi, ricevendo il suo assenso, di combattere contro i previsti tagli, pena un disastro annunciato. Spiega Elkann: «La nostra idea è semplice: ci battiamo per sensibilizzare prima di tutto i politici che sembrano spesso sordi all'inconfutabile realtà che il petrolio italiano è il nostro patrimonio artistico». In effetti il turismo rappresenta oltre il 10 per cento del Pii del Belpaese e dunque mantenere intatti i nostri patrimoni non è un lusso, ma un investimento. «Sono convinto che mettere risorse nella bellezza e nella cultura italiana sia un contributo per costruire un futuro per i nostri figli e nipoti. Dopo i politici, vanno però stimolati i privati. Il ministro Bondi si è impegnato a favorire finalmente la defiscalizzazione di chi fa donazioni. Faccio un appello ai piccoli donatori: non devono sentirsi intimiditi, negli Stati Uniti o in Gran Bretagna molti musei sono finanziati dalle cospicue donazioni dei ricchi ma anche dalla miriade di piccole cifre di tanti privati». Ma i ricchi in Italia finanziano la Bellezza? «Non ancora abbastanza, purtroppo. Il mio sogno è che la borghesia torni a farsi motore, come in passato, della tutela delle nostre pubbliche bellezze. L'ideale sarebbe che in ogni famiglia abbiente ci fosse una persona delegata a questo impegno». Elkann ha da raccontare qualche esempio virtuoso di questa rete tra pubblico e privato di cui anche il ministro Bondi è, tra l'altro, fautore. «Le Fondazioni bancarie fanno la loro parte, ad esempio» dice «poi ci sono molte associazioni di cittadini, anche a Genova ce ne sono di attive. Al Museo Egizio torinese, di cui sono il presidente, abbiamo creato una rete di sostenitori, detti Scarabei, che finanziano le nostre attività. Ci siamo anche inventati delle aste di opere di artisti contemporanei: con i soldi ottenuti ora restaureremo due maschere egizie. Nello stesso modo, con un'asta, abbiamo contribuito a rimettere a nuovo un Guercino nella quadreria Spada di Roma. E anche a Milano i privati si muovono per trovare finanziamenti per mettere un ascensore per disabili a Brera. Siamo in molti a cooperare per la tutela del nostro patrimonio». Nel Manifesto di Mecenate 90 si chiedono tra l'altro maggiore collaborazione tra Regioni e Stato e la promozione dei giovani artisti. «Il talento» dice Elkann «è lavorare ogni giorno. E per lavorare al futuro occorrono risorse per i giovani». Salvatore Settis, presidente del Consiglio superiore per i Beni culturali, è invece preoccupato, come la presidente del Fai, Giulia Maria Crespi, che i tagli blocchino il lavoro delle soprintendenze, utili e spesso uniche sentinelle sul territorio italiano contro abusi e progetti autogestiti come la costruzione delle villette monofamiliari che stanno invadendo il territorio italiano modificandone il paesaggio. Succede in Veneto, nella pianura padana, nel Casertano e non solo: le città si estendono senza regole, invadendo i terreni circostanti con capannoni, villette, ipermercati tanto da "sfigurare" la campagna e dar vita a una "città diffusa", non pianificata. La partita è insomma apertissima, le associazioni aspettano dal ministro Bondi azioni concrete come l'elaborazione dei piani paesaggistici entro la fine del 2009. «Il ministro è pronto a modificare le cose. E vuole puntare sulla gestione autonoma di alcuni musei e promuovere il coinvolgimento dei privati e la defiscalizzazione. Credo sia necessaria un piano nazionale di riassetto dei musei in modo da convincere Fondazioni bancarie, imprenditori e privati cittadini a investire risorse», conclude Elkann. Bondi è interessato anche a sperimentare proposte innovative. Come quando il suo predecessore Walter Veltroni si procurò denaro con l'estrazione straordinaria del Lotto.
Beni Culturali - Bellezza da vendere
Il neo consigliere del ministro ai Beni culturali, Sandro Bondi, sostiene che la bellezza del patrimonio artistico e paesaggistico italiano non è solo di proprietà degli italiani, ma dell'umanità intera. Ha scritto e promosso insieme alla Fondazione Rosselli un Manifesto, Italia, Paese della Cultura e della bellezza, sottoscritto da 1300 personalità dell'economia, della ricerca e del mondo artistico e culturale. Tuttavia, dopo il taglio dell'Ici, sono spariti dalla manovra finanziaria del nuovo governo 45 milioni destinati alla tutela di patrimonio e paesaggio. Il degrado dei musei è certificato dall'associazione, pubblica e privata, Federculture.
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