Dovrà collegare uno dei sentieri più affollati dai turisti - la via dellamore o sentiero azzurro - sopra il comune di Riomaggiore, alla cima del monte Parodi, ad unaltezza di 600 metri dove si trova il forte di Bramapane. Bonanini difende la scelta del Parco e della Regione Liguria (che per lopera stanzierà in totale un milione di euro) di un «ascensore che unisce, come unopera darte e che avrà una sola campata, quindi un impatto assolutamente minimo». Anzi Bonanini rilancia e annuncia che il Parco ha già presentato ricorso nei confronti del Genio Militare che un anno fa ha venduto ad una società privata di Pavia, la Cinque Forti srl, lex forte militare di Bramapane «senza rispettare lopzione di prelazione che ci spettava e che non ci è stata neppure offerta». Ma partiamo dalla funivia che potrebbe essere lunga circa due chilometri. E dalla delibera del Consiglio Nazionale di Italia Nostra dopo la segnalazione del presidente regionale dellassociazione, Giovanni Gabriele. «Una struttura di questa natura - dicono da Italia Nostra - determinerebbe loccupazione di spazi attualmente liberi nel luogo di partenza e in quello di arrivo con la inammissibile alterazione della delicata morfologia del territorio e dunque con lesione della stessa integrità fisica di aree protette». Nel mirino la visibilità della struttura: «Limpianto, con la realizzazione delle invasive stazioni a valle e a monte e la successione dei piloni di sostegno, altererebbe limmagine del parco, interferendo nelle molteplici visuali da terra e dal mare». In conclusione, secondo lassociazione Italia Nostra, ci si trova di fronte all«introduzione di un sistema artificiale di mobilità dentro il parco e in zona di protezione naturalistica sul modello, del tutto estraneo al paesaggio costiero, delle attrezzature a servizio delle zone sciistiche di montagna». «Non capisco la critica perché il progetto definitivo ancora non cè - replica Bonanini che è anche il presidente dellAgenzia Turistica regionale - . Lidea in ogni caso è quella di realizzare una funivia che parta da mezza costa, ad una sola campata, senza piloni intermedi e con strutture necessarie solo ad ospitare i macchinari meccanici. Tra laltro il percorso è in una valle chiusa, senza vista sul mare. È una scelta per alleggerire la costa. Attualmente le migliaia di visitatori, quasi tutti escursionisti, si concentrano in una porzione minima di territorio, il 4 forse il 5. In più, con la funivia, si potranno offrire opportunità turistiche anche ai comuni e ai borghi dellaltro versante della val di Vara». Il dibattito sulla futura funivia conferma laltissimo livello di sensibilità ambientale che circonda il Parco delle Cinque Terre, patrimonio Unesco. E che, se da un lato costringe Bonanini alla difesa, dallaltro lo vede allattacco, impegnato a sua volta in una battaglia contro il Genio Militare che ha venduto il forte Bramapane ad unimmobiliare di Pavia. «Vogliamo bloccare tutto - spiega Bonanini - . Non ci è stato permesso di esercitare la nostra prelazione per acquistare larea. È chiaro che i vincoli impediscono tentativi di speculazione, ma se hanno acquistato qualche speranza devono averla e noi certo non vogliamo far loro un regalo portando la gente con la funivia. Noi su quelle aree vogliamo ci siano biciclette e cavalli, non alberghi esclusivi».
LIGURIA - Una funivia sulle Cinque Terre "Fermatevi, è uno sfregio al parco"
Il presidente dellAgenzia Turistica regionale, Giovanni Bonanini, difende la scelta del Parco delle Cinque Terre di realizzare una funivia che collega il sentiero azzurro sopra Riomaggiore al forte di Bramapane. La funivia, lunga circa due chilometri, sarebbe una struttura di supporto per le attività turistiche e offrirebbe opportunità di visitare i comuni e i borghi dellaltro versante della val di Vara. Tuttavia, lassociazione Italia Nostra critica la funivia, affermando che altererebbe la visibilità del parco e interferirebbe nelle molteplici visuali da terra e dal mare.
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