Vale la pena di parlarne, pure per chi ne fosse ammirato, perché siamo alla vigilia di una pioggia di opere pubbliche che incideranno notevolmente sullaspetto della nostra città. Chi le valuterà dal punto di vista estetico? Che io sappia solo il Comune di Genova si è dato una struttura lufficio Estetica Urbana Decoro e Paesaggio al quale affidare il compito specifico di tutelare lestetica della città. A Milano questo difficile compito probabilmente è assegnato alla Commissione edilizia il cui regolamento sembra però essere concepito solo per la valutazione di edifici, non di opere infrastrutturali o di viabilità. Gli ultimi episodi cittadini non sono confortanti, come lo svincolo di Piazza Maggi, definito dai residenti "ecomostro", unopera molto invasiva del paesaggio urbano, costosa (17 milioni di euro) e sovradimensionata rispetto alle necessità. Le protese dei comitati di cittadini sono state come sempre inascoltate. Sul territorio extraurbano non possiamo ignorare le opere per la costruzione dellalta velocità tra Milano e Torino. Anche qui il paesaggio della campagna lombarda e piemontese ha subito una ferita drammatica. Non credo che sia indispensabile avere la fantasia di Santiago Calatrava per affrontare il tema dei ponti e dei viadotti, basta andare in Francia e vedere cosa si è fatto per lalta velocità per capire che il massacro del paesaggio era evitabile. Sembra quasi che lobiettivo principale non sia una linea ferroviaria ma invece sostenere il mercato delle imprese e del calcestruzzo. Forse una parte della verità. Di fronte alle necessità di infrastrutture si possono avere due atteggiamenti: cercare di risolvere il problema nel modo meno invasivo scegliendo una razionale semplicità molte autostrade austriache e svizzere hanno fatto questa scelta oppure imboccare la via della monumentalità: lopera pubblica con contenuti simbolici, anche se i simboli hanno un costo che eccede il puro funzionalismo. Non svicoliamo: si tratta di affrontare il nodo dellestetica urbana e della sua percezione. I problemi estetici sono un terreno impervio e i dibattiti sullestetica hanno fatto versare fiumi di inchiostro perché è evidente che non può esistere una normativa della bellezza. Eppure la cosa peggiore è che non se ne parli o ancora peggio che, in mancanza di dibattito e di confronto, lestetica della città sia il frutto di scelte casuali ed estemporanee, negando alla città il diritto-dovere di rappresentare la cultura e le attese dei suoi cittadini. Qualche attenzione in vista dellExpo o la bussola delle scelte punterà solo al polo magnetico del denaro.
MILANO - OPERE PUBBLICHE, ANCHE LOCCHIO VUOLE LA SUA PARTE
Il Comune di Genova ha creato un ufficio Estetica Urbana Decoro e Paesaggio per tutelare l'estetica della città. A Milano, il compito è probabilmente affidato alla Commissione edilizia, ma il suo regolamento sembra essere concepito solo per la valutazione di edifici. Gli ultimi episodi cittadini non sono confortanti, come lo svincolo di Piazza Maggi, definito dai residenti "ecomostro". Le opere per la costruzione dell'alta velocità tra Milano e Torino hanno subito una ferita drammatica nel paesaggio della campagna lombarda e piemontese. Il tema dei ponti e dei viadotti richiede una scelta tra una linea ferroviaria semplice o una monumentalità con contenuti simbolici.
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