Ma i costi di gestione preoccupano i consiglieri della Fondazione Crt. Spazi per larte e il design, ma anche per la musica e lintrattenimento Chiamparino soddisfatto del progetto Diventeranno un polo culturale europeo gestito da una struttura di esperienza internazionale che assomigli a Eataly. Via libera al recupero delle ex Ogr. La Fondazione Crt comprerà dalle Ferrovie il complesso industriale ottocentesco di corso Castelfidardo, mantenendone il diritto di superficie per 99 anni. E darà vita a un polo culturale di valore europeo, sul modello di analoghi centri sorti negli ultimi tempi tra San Paolo e Buenos Aires, tra Berlino e Praga. Non solo arte, video, fotografia e design, ma anche musica, letteratura e intrattenimento, senza tralasciare lenogastronomia. Ieri lapprovazione allunanimità da parte del Consiglio di indirizzo, mentre il cda già il 30 giugno scorso aveva detto sì a un progetto che porta la firma del segretario generale Angelo Miglietta e del vicepresidente Giovanni Ferrero. Con il presidente Andrea Comba e con Miglietta cera ieri il sindaco Chiamparino, che ha espresso il suo favore per un progetto molto sostenuto dallamministrazione. La città è ovviamente coinvolta nelloperazione: la fondazione acquista infatti le ex Officine e le cede al Comune, che a sua volta le dà in comodato duso agli acquirenti. Tra i prossimi passi, la firma tra Fondazione Crt, Rfi e Città di Torino di un protocollo dintesa il cui testo è già stato concordato e approvato. È questo il più grosso investimento finora messo in atto in via XX Settembre. Proprio sulle cifre cè stata ieri una vivace discussione, in quanto ad alcuni consiglieri è parsa troppo onerosa la cifra - tra i 70 e gli 80 milioni - ipotizzata, in base a uno studio, tra acquisto e gestione. Cifra che verrà ora rivista, anche se è indubbio che la spesa sarà davvero consistente. Il consiglio ha deliberato per questo la costituzione di un fondo immobiliare etico «social and human purpose», secondo modalità di investimento innovative, che prevedono lapplicazione di regole di mercato e di efficienza anche nel settore culturale. La gestione verrà affidata a un soggetto di comprovata esperienza internazionale (si pensa a una struttura che assomigli a Eataly, tanto per dare unidea), mentre la fondazione manterrà il compito dellindirizzo e del controllo. Il presidente Andrea Comba si è detto sicuro che «il recupero delle Ogr si trasformerà in uno straordinario polo di sviluppo economico, di vita culturale e di eccellenza internazionale, al centro di una delle zone più interessanti nel processo di trasformazione urbana in corso», mentre Miglietta ha auspicato che il recupero possa essere terminato, con buona parte degli spazi già operativi, per le celebrazioni del 2011. Anche se larte non sarà il solo elemento di attrazione per un centro che si vorrebbe aperto tutte le sere fino a mezzanotte - una sorta di «Quadrilatero» della cultura rivolto a vari strati sociali, e non elaborato secondo un modello elitario - avrà una sua centralità. Le Ogr ospiteranno infatti il «raddoppio» della Gam, ci saranno spazi anche per il Castello di Rivoli. E, soprattutto, verranno esposte anche in mostre temporanee le opere acquistate da Crt in circa dieci anni - 240 pezzi a partire dal secondo dopoguerra, cui si aggiungono 200 fotografie - secondo un investimento di oltre 27 milioni di euro.