ROMA Anche il cinema ha il suo Testo unico, che ha ricevuto il sì definitivo ieri dal Consiglio dei ministri. Il provvedimento introduce nuovi criteri per il finanziamento dei film. Sempre ieri Palazzo Chigi ha pronunciato l'ultimo sì su altri due decreti legislativi in materia di spettacolo: uno riforma i compiti e l'organizzazione della Fondazione «Centro sperimentale di cinematografia», l'altro ridefinisce il ruolo della Fondazione «Istituto nazionale per il dramma antico». Una delle novità del decreto sul cinema è il ricorso al referente System: per finanziare una pellicola si terrà conto non solo del valore della sceneggiatura, ma anche del curriculum del produttore e del cast. Gli esordienti, che non possono vantare alcuna referenza, possono però contare sui finanziamenti per le opere prime e i cortometraggi, il cui fondo è stato potenziato. Sempre in tema di risorse, le procedure per la loro assegnazione sono state snellite con l'istituzione di una commissione unica che risulta articolata in tre sezioni: una per l'esame delle proposte di interesse culturale, una per le opere prime e i cortometraggi, un'altra per la promozione. Modificate anche le regole per l'assegnazione del finanziamento alla distribuzione. I soldi per i film si potranno inoltre reperire ricorrendo al cosiddetto product placement, cioè alla possibilità di inserire all'interno della pellicola marchi commerciali. Finora questa opportunità consentita in Francia, Gran Bretagna e Usa da noi era vietala per tutelare lo spettatore da possibili forme di pubblicità occulta. Visto, però, che l'80 dei film proiettati in Italia proviene da Paesi dove il product placement è permesso, il divieto, ha spiegato il ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani, finiva per penalizzare il nostro cinema.