Dopo anni e anni di inattività, da alcuni giorni il fascio di luce di Capo Rossello è tornato a far compagnia ai naviganti, per miglia e miglia, con la sua bianca luce, che sciabola nel cielo. Infatti, per un lungo periodo, questo storico faro era stato sostituito, dall'apposito servizio della Marina Militare italiana, con una antiestetica struttura elettronica, basata sulle moderne tecnologie, ma che aveva privato la zona di mare di un tradizionale sussidio alla navigazione. Questo è il quadretto iconografico, che ha sempre esercitato sulla nostra immaginazione un fascino particolare, dovuto anche alla sua simbolicità. Le coste della Sicilia, crocicchio di tutte le rotte del Mediterraneo, sono costellate da questi caratteristici edifici, che svolgono da sempre la propria insostituibile funzione, anche se, nei tempi moderni, la disponibilità di apparecchiature moderne sui natanti di ogni genere sembrava potesse soppiantare la tradizione, con impianti automatizzati, assistiti da satelliti artificiali. In particolare, il Faro di Capo Rossello, che porta il numero internazionale 2998, posto sulla sommità di una collinetta, ben nota fin dall'antichità, è situato a 37 e 18' Nord e 13 27' Est con un altezza della sua luce di 89 metri, ed il suo edificio, oltre alla sua tradizionale torre, dispone di alloggi per il farista, di locali per gli uffici, della cisterna per l'acqua e persino del forno, Tutte queste disponibilità risalgono al periodo in cui il farista risiedeva sul posto con tutta la famiglia e la località era raggiungibile soltanto a dorso di mulo, mentre ora una comoda stradella carrozzabile la unisce ai centri vicini. Allora il farista era un vero missionario, che assisteva i naviganti e che svolgeva un lavoro «oscuro» e poco conosciuto ai non addetti ai lavori, ma che dispensava la luce a quanti andavano per mare: un figura oleografica, che merita ogni considerazione ed ogni buon ricordo. A tal proposito, è utile segnalare che qualche tempo fa un cultore delle tradizioni locali aveva lanciato l'idea di adibire questa costruzione a «museo del faro»: la proposta era stata condivisa da sindaco del Comune di Realmonte, che aveva interessato al riguardo il servizio fari della Marina Militare, che aveva espresso la propria diaponibilità in linea di massima, facendo conoscere che avrebbe potuto dotare questa struttura di vecchie apparecchiature, di strumentazioni ottiche e di oggetti, che avrebbero potuto suscitare interesse per i visitatori. Da notare che all'estero esistono da tempo di questi musei, che consentono di riscoprire la storia, di rendersi conto dell'attività particolare di questi lavoratori, dell'utilità della loro attività e dei sacrifici, che dovevano affrontare con le loro famiglie, che risiedavano sul posto. Era stata pure lanciata, nel corso di un convegno, svoltosi ad iniziativa dell'Aics, di realizzare un monumento al farista, questo eroe spesso dimenticato, di altri tempi, un riconoscimento al «guardiano del faro», celebrato dai romanzieri di tutto il mondo, che hanno sottolineato il leggendario coraggio, la capacità di resistere alle intemperie ed ai disagi: il simbolo della lotta dell'uomo contro le insidie della navigazione. Oggi queste figure mitiche sono quasi scomparse, ma resta il loro ricordo, dato che la storia dei fari cammina di pari passo con la storia della grandi avventure per mare. Plinio ci racconta di una organizzazione marittima perfetta in epoca romana e ci ha pure lasciato una cartina dei fari del Mediterraneo, anche perché il trasporto di cereali dalla Sicilia verso Roma avveniva esclusivamente per mare, quando l'Isola era il granaio dell'impero.
AGRIGENTO - Capo Rossello, quel faro potrebbe diventare un museo
Il Faro di Capo Rossello, situato sulla collinetta di Realmonte, è tornato a brillare dopo anni di inattività. Il faro, con la sua luce bianca, è un simbolo della navigazione e della tradizione. Il suo edificio, oltre alla torre, dispone di alloggi, uffici, cisterna e forno. Il farista, che assisteva i naviganti, è un personaggio oleografico che merita di essere ricordato. La struttura è stata proposta come museo del faro, e il servizio fari della Marina Militare ha espresso la propria disponibilità. Esistono già musei simili all'estero, che consentono di riscoprire la storia dei fari e dell'attività dei faristi.
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