Sala Consilina. Liberate le celle della Certosa di Padula dalle opere di arte contemporanea. Le opere non hanno ancora lasciato l'antico monumento, ma non sono più visibili. Sono state infatti tutte rimosse dal percorso esterno, quello visibile appena si entra in Certosa, le opere d'arte contemporanea esposte con la mostra curata da Achille Bonito Oliva. La decisione sarebbe stata presa di comune accordo fra la Soprintendenza, la direzione della Certosa e lo stesso Bonito Oliva. La polemica sulla contaminazione artistica fu lanciata dai giornalisti cronisti di guerra di testate nazionali, che agli inizi di luglio, si recarono in visita alla Certosa. «Siamo rimasti letteralmente allibiti» dissero i cronisti. E con loro il paroliere di Battisti, il cantautore Mogol. «Ora il mio obiettivo - dichiara - è quello di far costituire una commissione governativa deputata alla valutazione delle contaminazioni all'interno dei beni artistici nazionali». I cronisti di guerra presero carta e penna e scrissero al ministro Bondi: «È una speculazione di cattivo gusto che offende, oltre all'armonia della struttura, vera opera di arte immortale, il più tollerante senso del pudore». La nota fu firmata dai giornalisti Mimmo Candito, Tony Capuozzo, Vittorio dell'Uva, Tiziana Ferrario, Daniele Mastrogiacomo, Ettore Mo, Giovanni Porzio ed Ugo Tramballi, oltre che dal compositore Mogol. A loro si aggiunse, Vittorio Sgarbi. L'assessore provinciale, Angelo Paladino, che accompagnò i giornalisti e Mogol in visita alla Certosa, esprime la sua soddisfazione:«Bene lo spostamento delle opere. Ora gli enti locali siano più vicini alla Soprintendenza, anche economicamente».