PISA. Sono passati pochi giorni dall'inizio degli scavi in via Toselli, ma nel giro di pochissime ore dal ripristino dei lavori coordinati sotto la direzione scientifica dell'ispettrice della soprintendenza ai beni archeologici Silvia Ducci, si è alzata la protesta di alcuni gruppi di cittadini. Il punto della questione non stato chiarito del tutto. Ma è certo che per i fatti accaduti la vicenda sta assumendo un rilievo particolare. Tutto nasce con la conferenza stampa congiunta del sindaco Filippeschi e del presidente della Fondazione CariPisa il 2 luglio scorso, in cui venne presentato alla cittadinanza il piano di recupero di via Toselli e degli edifici che occupavano l'area tra via dell'Occhio e Palazzo Giuli. In quello spazio, bombardato nel 1944, sorgevano due case torri che il progetto approvato dal Piano Regolatore e avallato dalla soprintendenza intende ripristinare attenendosi "all'assetto morfologico anteguerra"; vincolando quindi i piani di recupero al ripristino del rudere di uno dei due e alla ricostruzione integrale dell'edificio prossimo a Palazzo Giuli (destinandoli poi ai servizi dell'adiacente museo ndr). Se nessuno dei cittadini interessati alla questione ha da recriminare sul recupero di Palazzo Gualandi, altro sembra essere per l'area interessata dai nuovi scavi in cui si pensa possano sorgere edifici ad uso commerciale e quindi non indirizzati alla valorizzazione del quartiere. «Credo che dietro l'acquisto dell'area da parte della Fondazione si possano nascondere motivi diversi dalla pura valorizzazione dell'area museale pisana - dice Virgilio Baracchini, presidente dell'Unione Inquilini di Pisa - e che anzi mirano al puro investimento seguendo un piano di cementificazione programmata». Insomma, la protesta circa i lavori in via Toselli è indirizzata alla poca comunicazione fatta sulla questione dall'amministrazione comunale; ed è veicolata dalla sensazione che essi non siano diretti alla sola riqualificazione del quartiere. L'alta paratia innalzata a protezione dei lavori sconvolge la vista ordinaria e cambiamenti in tal senso potrebbero dare una mano. Carlo Palotti