IL CASO. Braccio di ferro sul recupero della piazza municipale Il sindaco prosegue intanto il digiuno di protesta «La Soprintendenza non rispetta i cittadini» «Un incontro insoddisfacente sotto ogni punto di vista». Il sindaco di Adro Oscar Lancini esce a dir poco deluso dal faccia a faccia con la Soprintendenza di Brescia con cui ha ingaggiato un braccio di ferro sfociato nello sciopero della fame attuato per protestare contro il presunto ostracismo delle belle arti verso il progetto di riqualificazione dell'area antistante il palazzo comunale. L'intervento che richiederà un investimento complessivo di 2 milioni di euro prevede il trasloco dei monumenti delle associazioni combattentistiche e d'arma, la realizzazione di una stele dedicata all'impresa del Dirigibile Italia del generale Nobile al polo nord, il ripristino del pittoresco giardino all'italiana che un tempo abbelliva Palazzo Bargnani-Dandolo. Il Comune intende poi cancellare gli attuali parcheggi in superficie davanti al municipio. Posti auto che nelle intenzioni della Giunta dovrebbero essere recuperati sotto terra. «Stavolta - si lamenta Lancini -, la scusa per non pronunciarsi e rimandare tutto alla calende greche è che la documentazione fotografica sarebbe insufficiente per valutare il progetto sebbene l'assessore ai Lavori pubblici Giovanna Frusca e i nostri tecnici abbiano prodotto ben 60 immagini». Il sindaco non smetterà il digiuno. «Ho già perso cinque chili - incalza il primo cittadino -, ma proseguirò a oltranza con lo sciopero della fame, a costo di finire in ospedale, finchè la Soprintendenza non ci riserverà almeno lo stesso trattamento che riserva ai nostri consiglieri d'opposizione che non fanno anticamere di un mese come noi, ma vengono ricevuti dalla sera alla mattina. Non solo: se presto non ci sarà una decisa svolta, segnaleremo le lentezze e gli atteggiamenti discriminatori delle belle arti direttamente al ministro per la Pubblica amministrazione Renato Brunetta. Atteggiamenti da casta intoccabile, completamente scollegata dalle esigenze dei cittadini». Forse anche perchè la protesta del Comune di Adro è finita al centro di critiche trasversali nel mondo culturale e politico bresciano, Lancini fa dei distinguo. spezzando una lancia in favore dei tecnici della Soprintendenza: «In occasione del vaglio della compatibilità con la presenza dei resti di una villa romana del progetto sovraccomunale di nuova bretella di connessione diretta tra il casello palazzolese dell'A4 e la zona industriale adrense, ci hanno risposto con grande tempestività, chiarezza ed efficienza. Quando si comportano così ci adeguiamo alle loro prescrizioni volentieri e senza battere ciglio». P.TE.
Muro contro muro fra Adro e Belle arti
Il sindaco di Adro, Oscar Lancini, ha concluso un incontro con la Soprintendenza di Brescia senza una soluzione soddisfacente. Lancini ha espresso delusione per il presunto ostracismo delle belle arti verso il progetto di riqualificazione dell'area antistante il palazzo comunale. Il progetto prevede un investimento di 2 milioni di euro e include la traslocazione dei monumenti, la realizzazione di una stele e il ripristino del giardino all'italiana. Lancini ha deciso di continuare lo sciopero della fame fino a quando la Soprintendenza non accetterà un trattamento simile a quello riservato ai consiglieri d'opposizione.
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