Via Napoleona, San Carpoforo, piazza Camerlata, via Colonna. Da qualsiasi ingresso si acceda al Sant'Anna, l'immagine che domina è comunque quella del monoblocco. Quel colosso di sette piani realizzato alla fine degli anni Sessanta è diventato ormai il simbolo che identifica l'ospedale di Como. Un simbolo destinato però a essere raso al suolo e sostituito dalla piazza centrale del futuro quartiere che sorgerà sulle ceneri dell'attuale presidio sanitario. Oggi il monoblocco ospita ancora la gran parte dei reparti di degenza del Sant'Anna, oltre al pronto soccorso, la diagnostica e il comparto operatorio. Un prefabbricato antistante l'ingresso principale, costruito solo pochi anni fa e a sua volta da abbattere, è destinato all'accettazione e al presidio degli agenti di polizia. Non saranno rasi al suolo, invece, gli edifici più vecchi del comparto, a partire da quelli che si affacciano su via Napoleona e ospitano gli uffici della direzione. Questi palazzi sono tutelati dalla Soprintendenza e sono destinate dunque a essere ristrutturati e trasformati per ospitare in parte servizi sanitari e in parte case e uffici. Parte di questi padiglioni, che sulla facciata hanno ancora in evidenza il nome dei benefattori che ne hanno permesso la costruzione, accoglie tuttora i malati. Tra i reparti allestiti ancora nei vecchi padiglioni figurano, per esempio, la chirurgia e la neurologia. Non saranno più destinati a funzioni sanitarie, invece, i padiglioni nell'area di San Carpoforo, che saranno trasformati in uffici, negozi e appartamenti. La zona, che si affaccia su via Teresa Rimoldi, comprende oggi la centrale operativa del 118 e il comparto dedicato della radioterapia. Accanto a questo ingresso e alla chiesa di San Carpoforo, è ben visibile anche la "Ca' Merlata", l'edificio che ha dato poi il nome al quartiere di Camerlata. Risalendo verso la montagna, alle pendici del Baradello, dove oggi abitano le suore ancora rimaste in servizio all'ospedale, la mappa del futuro quartiere Sant'Anna prevede la realizzazione di residenze di lusso, che sorgeranno proprio a ridosso del Parco regionale della Spina Verde, in un'area di pregio certamente tra le più belle del comparto di via Napoleona. All'estremo opposto dell'area dell'attuale Sant'Anna, nella zona del padiglione "G.B. Grassi", alla quale si accede dall'ingresso di piazza Camerlata, saranno ricavati altre case e appartamenti. I futuri residenti alloggeranno negli stessi edifici che da anni ospitano i reparti di malattie infettive, dialisi e nefrologia. In questo settore ha sede oggi anche il SerT dell'Asl, il Servizio per le tossicodipendenze, oltre alla nuova centrale operativa del servizio di continuità assistenziale (l'ex guardia medica). Non sarà probabilmente abbattuta, invece, la chiesetta sconsacrata che sorge proprio davanti al padiglione "G.B. Grassi", oggi adibita a magazzino, così come un altro dei primi edifici costruiti in quell'area, quello che ospita attualmente la pediatria e la terapia intensiva neonatale. Complessivamente, sulle ceneri di quello che oggi è il principale ospedale della provincia di Como sorgeranno quasi 200mila metri cubi di case, negozi e uffici. Ancora tutta da chiarire, invece, la destinazione degli oltre 100mila metri cubi dello stesso comparto che continueranno a essere dedicati ai servizi sanitari.