Anche i braidesi sono consapevoli di avere nella propria città gioielli artistici e architettonici, forse troppo spesso «non considerati». Ora l'Amministrazione comunale ha stilato una lista con oltre cinquanta immobili da inserire nel protocollo d'intesa tra il Comune e il ministero per i Beni e le attività culturali, allo scopo di verificarne l'interesse culturale, come previsto dal «Codice dei beni culturali e del paesaggio». La giunta ha deliberato la lista di strutture di proprietà comunale che hanno più di cinquant'anni. Variegato e curioso l'elenco: si va dagli storici palazzo Mathis e Traversa a strutture come i tre cimiteri (Bra, Bandito, Pollenzo), agli ex bagni pubblici di piazza Valfrè. In base al protocollo, obbligo del comune è fornire alla Direzione regionale del ministero schede descrittive dettagliate su ogni immobile, corredate di materiale fotografico. Ogni immobile o porzione di esso, passerà al vaglio del ministero per di verificarne l'interesse culturale. Il provvedimento nasce soprattutto da una disposizione del Codice Urbani: «Le cose appartenenti a Stato, Regioni, enti locali, istituti pubblici o anche privati senza fine di lucro, che siano opera di autore non più vivente e la cui esecuzione risalga a oltre cinquant'anni, non possono essere sdemanializzate prima che il ministero, tramite le competenti soprintendenze, si sia pronunciato sul loro valore culturale e che esse diventino alienabili solo qualora la verifica abbia dato un esito negativo». Resteranno sorpresi i braidesi nel leggere l'elenco e soprattutto verrà spontanea una domanda: cosa ci può essere di valore culturale in immobili come l'attuale bar Giolitti o il palazzetto dello sport? Molto più convincenti il barocco palazzo Mathis che ha visto un'importante opera di ristrutturazione tra il 2004 e il 2007 o al Palazzo comunale, edificio di fondazione medioevale che deve il suo aspetto attuale all'intervento dell'architetto Bernardo Antonio Vittone nel '700. Colpisce anche l'Ala di corso Garibaldi, realizzato nel 1858 e che ha sempre ospitato importanti luoghi di commercio e di ritrovo cittadino. Ancora oggi sotto l'Ala ha sede parte del mercato del venerdì. Palazzo Traversa, il cui nucleo originario risale alla metà del XV, la Zizzola, costruita nel 1840 sulla sommità del più alto colle braidese, Monteguglielmo, con la sua caratteristica costruzione a pianta ottagonale, divenuta simbolo della città. Il Teatro Politeama che ha visto l'inaugurazione il 1 settembre 1900 con la rappresentazione del Rigoletto di Verdi: questi gli immobili con un chiaro valore culturale e storico. Tanti degli immobili censiti hanno cambiato nel corso degli anni la destinazione d'uso: l'ex caserma di Largo della Resistenza è diventata il centro polifunzionale «Giovanni Arpino» con annessa biblioteca civica. I bagni pubblici di piazza Valfrè sono ora sede del Centro di igiene mentale, la caserma Trevisan di via Montegrappa è ora sede della scuola primaria «Edoardo Mosca».