Luoghi d' arte Poche le strutture «virtuose» perché manca un programma complessivo MOMA, New York. Un gioiello di cemento e vetro, rinnovato nel 2004 dall' archistar Yoshio Taniguchi. Completamente accessibile a chi ha disabilità motorie, offre programmi speciali per anziani, malati di Alzheimer, audioguide e "Touch Tours" per ciechi, incontri con gli artisti con interprete per sordi, laboratori per bimbi con problemi di sviluppo. Perché "riconosce le diversità del pubblico", come si legge anche sul sito internet, da cui è possibile prenotare visite "speciali". Cappelle Medicee, Firenze. Un capolavoro del Rinascimento dove ammirare la cripta del Buontalenti e la Sagrestia Nuova di Michelangelo. Ma chi ha disabilità motorie resta nell' atrio. Lo ammette anche il Comune nel sito dedicato alle informazioni turistiche, dove si legge che pure arrivarci è un' impresa: ai ciechi si consiglia l' accompagnatore, chi è in carrozzina troverà difficoltà perfino se accompagnato. In Italia andare per musei non è una passeggiata per le persone con disabilità: nel 2007 era nata una Commissione "Cultura accessibile" del Ministero per i beni e le attività culturali che, fra le altre cose, doveva rendere 10 siti italiani un esempio di accessibilità a 360 gradi. Se ne sono perse le tracce, e ogni museo fa strada a sé. Certo, con casi virtuosi come il Museo Tattile di Ancona, o il Museo Egizio di Torino. O eccellenze in luoghi insospettabili: «La Sacra di San Michele, complesso romanico e abbazia benedettina, in Val di Susa, è in cima a una montagna. Per vederla servono gambe e fiato. Ma è perfettamente accessibile a chi ha disabilità motorie - racconta Roberto Vitali, presidente del Laboratorio nazionale turismo accessibile -. I luoghi della cultura e i musei in Italia sono quasi sempre in aree tutelate da vincoli architettonici: purtroppo le sovrintendenze spesso interpretano la conservazione dei beni come mantenere tutto immutato. Il caso della Sacra dimostra che è possibile garantire accessibilità senza snaturare i luoghi, se solo si vuole». Nel mondo anglosassone è scontato garantire la fruibilità a tutti, da noi il disabile è ancora considerato marginale. «Capita di dover recuperare la chiave del montascale per salire gradini, magari raccomandandosi al primo che passa se non si ha un accompagnatore - riferisce Rasconi -. Alla fine, pochi vanno ai musei, viste le difficoltà». In futuro, forse, qualcosa cambierà: «Credo che la tecnologia consentirà a tutte le persone con disabilità di vedere i musei diversamente» ritiene Fantini. Per ora, il sistema è imbalsamato. Va forse un pò meglio se anziché la cultura si sceglie la natura: esistono 42 parchi a misura di disabili, censiti dal progetto Parchi accessibili. L' ultima rilevazione è dell' autunno 2007, ma anche su internet (www.parchiaccessibili.it) si possono ottenere molte informazioni sui sentieri percorribili, le segnalazioni in braille, i centri visite. Per una volta anche in un sito italiano di luoghi di vacanza si legge che "l' accesso alla natura è un diritto da garantire a tutti i cittadini". Il primo segnale che qualcosa sta cambiando? Pagina 50
Non basta una pedana a spalancare i musei: spesso si resta a sbirciare dall' atrio
Il testo descrive le difficoltà che le persone con disabilità motorie incontrano quando visitano i musei e le cappelle in Italia. Molti luoghi d'arte non sono accessibili a chi ha disabilità motorie, e anche quelli che lo sono spesso richiedono un accompagnatore. Il Ministero per i beni e le attività culturali ha creato una Commissione "Cultura accessibile" nel 2007, ma non sembra essere stata efficace. Alcuni casi virtuosi di accessibilità sono stati segnalati, come il Museo Tattile di Ancona e il Museo Egizio di Torino, ma questi sono eccezioni.
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