Il pressing del mondo delle coop per un affare da 216 milioni Sono costruttori sostenuti dallAnce o dalla Lega delle cooperative. Oppure faccendieri che navigano a vista, pronti ad affidarsi al politico di turno che può dare una spinta alle domande di concessioni edilizia ferme al Comune. Ma tra loro ci sono anche tante mele marce: come quel Francesco Pecora che secondo i magistrati è un prestanome del boss Nino Rotolo e che con la sua "Edilizia Pecora" voleva realizzare 150 case in verde agricolo. È il mondo delle cooperative edilizie che preme alle porte di Palazzo delle Aquile, con 3.833 richieste di costruzioni dappartamenti presentate dal 2001 al 2004. Di queste ben 2.770 sono state finanziate dalla Regione attraverso una vecchia legge del '78 che consente di poter costruire, se il Comune non assegna aree edificabili, anche in verde agricolo. In sintesi oggi a Palermo le coop hanno in mano 216 milioni di euro pronti da spendere per avviare le costruzioni. Ma Palazzo delle Aquile non ha rilasciato alcuna autorizzazione, nonostante le pressioni che non sono da poco. Perché nel mondo delle coop cè Marco Di Benedetto, costruttore dellAnce, lassociazione di Confindustria che da tempo guarda caso chiede lapprovazione del Peep che darebbe via libera ai progetti. Sul fronte della Lega delle cooperative cè invece Giacomo Gaglio, altro costruttore a capo di diverse coop "rosse" che hanno presentato domande per realizzare centinaia di alloggi di edilizia agevolata. Nel mondo delle coop ci sono poi navigatori liberi, come Franco Randazzo della Santa Barbara e Francesco Leone, vicino a Forza Italia ma con entrature anche nellUdc, che insieme a Giovanni Calderoni e Nino La Torre è referente di diverse coop: dalla Rosa Garden che vuole realizzare 80 alloggi a Borgo Molara in verde agricolo, alle Gardenia e Aleci, (progetti presentati in via Messina marine), per finire con la Torre e Adriana, che hanno presentato richieste di concessione edilizia per costruire altri 45 alloggi a Borgo Molara. «Abbiamo i finanziamenti, i terreni sono di nostra proprietà, ma lufficio Urbanistica da anni blocca qualsiasi iniziativa - dice Leone - La legge di consente di costruire in verde agricolo, ma per il Comune questo non basta. Proprio in questi giorni ci hanno bocciato un progetto per costruire a Borgo Molara, senza che lufficio ci abbia spiegato il perché del rigetto. Abbiamo le carte in regola e vogliamo lavorare, il Peep potrebbe essere una soluzione, ma è fermo in consiglio comunale da 4 anni e non penso che sarà operativo in tempi brevi». Sulla pressione delle coop a Palazzo delle Aquile aveva lanciato lallarme il senatore Carlo Vizzini: «Rischiamo una nuovo sacco edilizio se le cooperative costruiranno in verde agricolo», aveva detto il senatore, ascoltato poi dalla Procura. Sullo sfondo di quelle dichiarazioni cera proprio lelenco delle cooperative che avevano presentato domande prima del 2004: tra queste la "Edilizia Pecora", legata al boss Nino Rotolo. Lelenco è rimasto allegato alle delibera Peep adesso in discussione in commissione Urbanistica. a. fras.