«Servono aree off limits per gli esercizi» Ambulanti in piazza Grande Italia nostra vuole tutele in vista del nuovo regolamento LUCCA. Sembra proprio che si farà in piazza Napoleone, e non più in piazza S. Michele, il mercato ambulante di Settembre. E davanti a Palazzo Ducale si terrà, subito dopo, la manifestazione Lucca Comics nel suo corpo centrale. La Soprintendenza ha verificato l'effettiva consistenza dei danni e gli ulteriori rischi, ritenendo che, se si vuole preservare uno dei monumenti simbolo della città, non sia più nemmeno immaginabile montare strutture pesanti e far salire automezzi in piazza S. Michele. LUCCA. Una mappa del centro storico in cui si individuino le aree "intoccabili", cioè quelle dove non sarà possibile - in nessun caso - aprire esercizi commerciali, nemmeno temporanei. La proposta arriva da Italia nostra, che intende così intervenire nel dibattito sul nuovo regolamento degli esercizi pubblici, in corso di elaborazione in questi mesi. «Il punto fondamentale da cui deve partire il nuovo regolamento è una mappa del centro storico - spiega il presidente di Italia nostra, Roberto Mannocci - dove, a priori e a monte di qualsiasi richiesta, si individuino le aree nelle quali (per il contesto monumentale e per la sua percezione diretta e prospettica, per motivi funzionali, igienici, dimensionali e di fruibilità pubblica) non è possibile alcuna installazione commerciale su suolo pubblico, nemmeno stagionale». Le altre richieste di Italia nostra per il nuovo regolamento riguardano la non discrezionalità degli uffici nelle valutazioni delle richieste degli operatori, e il coinvolgimento della Soprintendenza. «Un regolamento che interessa l'uso e l'aspetto dello spazio pubblico del centro storico - scrive Mannocci - non può essere elaborato senza il diretto coinvolgimento e l'assenso della Soprintendenza cui spetta l'ultima parola su di esso, in quanto tutto lo spazio pubblico del centro storico è sottoposto a vincolo diretto quale bene culturale. Essenziale - prosegue - per un buon funzionamento della nuova regolamentazione degli spazi commerciali all'aperto è inoltre la chiarezza sulla durata inderogabile delle concessioni del suolo pubblico, che non deve superare quella dei 12 mesi». L'associazione ribadisce poi la propria contrarietà ai gazebo. «È indispensabile - si legge nella nota - la preventiva analisi urbana della loro incompatibilità, eseguita con criteri assai più restrittivi rispetto a tutte le altre sedute all'aperto. La tipologia del gazebo chiuso e di fatto "perenne" è da rigettare. Perché è incompatibile con la città storica, perché gli operatori ne farebbero uso abbondante creando quindi caos, e perché (come è già successo e sta succedendo) favorirà ulteriormente la nascita di punti di ristoro quasi o del tutto privi di spazio interno, e che affidano le proprie sorti economiche solo ed esclusivamente all'utilizzo delle strutture esterne, che risulteranno vitali per questi operatori, e proprio per questo inamovibili nel tempo». «Il turismo per Lucca - continua Mannocci - è una grande risorsa economica. È proprio per questo che non si deve cedere alle lusinghe dello sfruttamento intensivo di questa risorsa, perché ne rimarremo sopraffatti e la porteremo ad esaurimento. Bisogna invece conservare nel tempo ciò che finora ne ha costituito l'attrattiva: il fascino intatto dell'articolazione del suo tessuto storico continuo, il suo essere ancora città abitata e vissuta e non ancora una Disneyland del consumo, variegata nelle funzioni residenziale, direzionale, commerciale e culturale». «Per questo - conclude la nota - è urgente porre limiti alla deriva in atto, che parte dall'acritica appropriazione commerciale degli spazi pubblici, ma che investe anche altri importantissimi aspetti, quali la lievitazione dei prezzi "strozzaturisti" e ormai vietati ai residenti, la trasparenza nelle offerte, a cominciare da quella superdiffusa dei cibi precotti (altro che tradizioni e kebab) e l'adeguamento degli orari di apertura delle mete turistiche».