Le operazioni nel I municipio e in Prati. Nella rete anche 15 lavavetri e 20 parcheggiatori Quasi quattrocento i sequestri e 25 mila gli articoli tra cappellini, borse, magliette e cd contraffatti finiti nei depositi della merce "taroccata" e quindi da eliminare. Numeri dei primi giorni di blitz sotto lera "ordinanza anti sacconi e anti bivacco", targata Alemanno. Blitz che hanno interessato il primo municipio, cioè il centro storico, e il XVII, ovvero Prati. E che dal 10 luglio a oggi hanno portato al fermo di 250 persone. «Quasi tutti extracomunitari di origine indiana, algerina, senegalese e tunisina», dice Carlo Buttarelli a capo del corpo dei vigili urbani del centro storico. Fermi avvenuti nei punti nevralgici della vendita abusiva, ovvero tra le vie centrali e quelle a ridosso di Castel SantAngelo, sul lungotevere e su via della Conciliazione. Ma non solo. Durante le operazioni, in cui sono stati coinvolti 40 vigili urbani e quaranta poliziotti, tutti in servizio ordinario, sono stati fermati anche 15 lavavetri e 20 parcheggiatori abusivi in "servizio" a Trastevere e a Testaccio. E alle Terme di Caracalla, fuori dalla festa dellUnità e dal Teatro dellOpera, versione estiva nellarea archeologica. «Questo, per seguire una logica di decoro urbano», continua Buttarelli. Così, sulla scia del fatto che i "salotti buoni" di Roma vanno rispettati, la polizia municipale ha multato - seguendo lordinanza "anti bivacco" - anche dieci turisti "pizzicati" a mangiare e a bere seduti sulla scalinata di piazza di Spagna e sul bordo della Fontana di Trevi. «Fra quindici giorni faremo un consuntivo - spiega Carlo Buttarelli - un primo bilancio della situazione per vedere quali sono stati gli effetti della nuova ordinanza». Per ora le zone sotto la lente di ingrandimento restano il I e il XVII municipio. Ma più in là, i controlli potrebbero estendersi anche nella zona dei Parioli, di viale Libia e sulla via Appia. «Non escludiamo - afferma Buttarelli - di concentrare la nostra attenzione anche sui vagoni del metrò e sui bus, utilizzati dagli abusivi per spostarsi con le merci».