Venezia La società di cultura diventa Fondazione MILANO Sarà Davide Croff, ex amministratore delegato di Bnl, veneziano, a guidare la nuova Biennale che si apre ai privati. Dopo giorni di voci e smentite, ieri è arrivata la designazione ufficiale del ministro dei Beni culturali Urbani. Croff 55 anni, una lunga esperienza in Banca d'Italia e Fiat prima dell'approdo a Bnl, dove è rimasto tino al giugno scorso ha accolto la nomina «con grande entusiasmo». Dopo aver guidato la privatizzazione della Bnl, ora si trova a "traghettare" la Biennale: anche se non verrà mai meno la matrice pubblica dell'ente commenta sarà importante coinvolgere risorse private, «facendo leva sull'affermazione della responsabilità sociale del mondo delle imprese». Anche il ministro ha posto l'accento sulla trasformazione della società di cultura in fondazione, il nuovo regime che consentirà di conferire alla Biennale un patrimonio. Croff ha caratteristiche simili al presidente uscente Franco Bernabé, ha ricordato Urbani: è un «grande manager, un uomo di finanza» e avrà «più tempo» da dedicare alla Biennale. Dopo l'uscita da Bnl, Croff è infatti tornato a Venezia, dove presiede la Fondazione Ugo e Olga Levi, impegnata nel campo musicale. La decisione di Urbani è stata salutata con favore dal presidente della Regione Veneto, Giancarlo Galan, e da Paolo Costa, sindaco di Venezia e vice presidente di diritto della Biennale. Una scelta che sembra aver messo d'accordo tutti, anche chi nelle scorse settimane aveva criticato con forza la mancata conferma di Bernabé al vertice dell'ente veneziano. Restano invece perplessità di alcuni addetti ai lavori sull'impianto della riforma che consentirà l'ingresso dei privati nella grande istituzione veneziana. Anac e Api, associazioni di autori e produttori, esprimono «preoccupazione per gli articoli del nuovo statuto che si riferiscono alla sostanziale privatizzazione dell'ente», anche se riconoscono al ministro di aver eliminato le norme che «che minacciavano l'autonomia della Biennale». Archiviate le nomine del Cda (l'altro membro indicato dal ministero è l'avvocato Bruno Della Ragione che sostituisce Beverino Salvemini) si riaprono i giochi sulla dilezione della mostra del cinema. E torna con forza la candidatura di Giancarlo Giannini, magari affiancato da un "superconsulente" con buone entrature presso le major americane.