Un testimone: le luci principali non erano accese. Chi le ha staccate? "Non centriamo" dicono Silfi, i vigilanti, gli organizzatori della mostra «Quelle luci erano spente, ne sono sicuro. Ero lì, ho visto. Quando è arrivata la polizia, dopo lincidente, la situazione era la stessa, hanno visto tutti: i faretti che illuminavano la facciata del Forte Belvedere non erano in funzione. Non so se e da chi erano stati spenti o disattivati: ma di sicuro non funzionavano. Al momento dellincidente, prima che arrivassero i soccorsi, ho visto accese solo le luci lungo il camminamento: ma quelle erano troppo basse». Con Repubblica parla uno dei testimoni della tragedia di Veronica Locatelli, caduta in fondo ai bastioni del Forte in circostanze ancora da chiarire tra martedì e mercoledì scorso, proprio nella sera del suo trentasettesimo compleanno. Il testimone è già stato ascoltato in questura come persona informata dei fatti. Ed è solo uno di quelli che davanti agli inquirenti hanno ripetuto la stessa versione: troppo buio. Negli ultimi passi di Veronica, che, poco dopo la mezzanotte, stava raggiungendo gli amici e il fidanzato nella zona dove unora prima era finito un concerto jazz, sul prato che guarda verso piazza Pitti, non ci sarebbe stata luce a sufficienza. Perchè? E uno dei punti chiave dellinchiesta interna dellamministrazione e di quella della magistratura. La Silfi, società che gestisce lilluminazione pubblica, dichiara di aver installato, per illuminare la struttura, 6 fari. Aggiunge che quei fari sono di tipo crepuscolare: quelli che si accendono pian piano mentre la luce del sole cala, proprio come i normali lampioni pubblici delle strade. E infine, sempre Silfi, spiega che limpianto di azionamento di quei faretti è allinterno della struttura, anche se non è di sua diretta competenza. Proprio quella sera allinterno del Forte cera stata linaugurazione della mostra fotografica di David LaChapelle organizzata da Giunti Mostre e Musei e curata dalla società Alfaomega. Sulla terrazza del Forte erano state proiettate alcune diapositive, almeno fino alle 23, sempre nellambito dellinaugurazione. E per questo che le luci al momento della tragedia erano spente? Qualcuno le aveva disattivate? Essendo luci crepuscolari, si sarebbero attivate da sole al momento giusto, senza bisogno di qualcuno a premere un tasto. Ma se erano spente, qualcuno le aveva disattivate. Qualcuno che sapeva dove metter le mani, dovera il quadro di comando allinterno del Forte e come attivarlo. La cooperativa Archeologia, che questanno gestiva il Forte, precisa di «non avere nessuna responsabilità in ordine alla gestione dellilluminazione pubblica, relativa a corpi illuminanti allinterno del Forte». Dice insomma che in alcun modo i suoi dipendenti hanno azionato quelle luci. Forse gli organizzatori della mostra per consentire una migliore visuale delle diapositive? «No, assolutamente no - respinge lamministratore delegato di Giunti Mostre Filippo Zevi, anche a nome di Alfaomega - non ricordo se in quel momento le luci fossero accese o spente, non lo ricordo anche se ero lì. Di certo so che nessuno di noi ha chiesto di spegnerle, non ci davano affatto noia. Anzi, siamo stati noi ad aggiungere sulla terrazza alcune luci di colore rosa. Noi non abbiamo spento nulla». Da Palazzo Vecchio parla lassessore alla cultura Giovanni Gozzini: «Non mi risulta nessuno spegnimento ad opera di tecnici o dipendenti del Comune». E un giallo. E su questo punto il consigliere comunale di An Stefano Alessandri vuole vederci chiaro: «Nel piano di emergenza del Forte, redatto dalla Coop Archeologia, viene espressamente detto che durante lo svolgimento delle proiezioni, tutto limpianto di illuminazione del Forte Belvedere deve essere mantenuto in funzione. Se non è così, qualcuno ha sbagliato». Alessandri vuole anche sapere se è vero che nellarea "cinema" (dove la sera della tragedia si era tenuto un concerto jazz) potessero essere ospitate, secondo i piani sicurezza, un massimo di 150 persone.
TOSCANA - FIRENZE: Troppo buio, fari spenti al Fort
Un testimone della tragedia di Veronica Locatelli, caduta in fondo ai bastioni del Forte Belvedere, ha affermato che le luci principali non erano accese la sera del suo trentasettesimo compleanno. Il testimone ha visto che solo le luci lungo il camminamento erano accese, ma quelle erano troppo basse. La Silfi, società che gestisce lilluminazione pubblica, ha affermato di aver installato 6 fari crepuscolari per illuminare la struttura, ma non sa se e da chi erano stati spenti. La cooperativa Archeologia, che gestiva il Forte, ha affermato di non avere responsabilità nella gestione dellilluminazione pubblica.
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