Pompei. Rilanciare gli scavi in tre mosse. Primo: eliminare subito tutti i tipi di abusi, dalle guide irregolari, alle bancarelle, ai cani randagi. Secondo: riaprire gradualmente le tremila case restaurate ma non ancora fruibili dal pubblico. Terzo, molto più lontano nel tempo: dare ai privati parte della gestione. Intanto la nomina del commissario straordinario Renato Profili è stato il segnale dell'attenzione dello Stato per Pompei che, come ha ricordato ieri pomeriggio a Napoli il premier Silvio Berlusconi, «si trova in uno stato di indecenza e quindi abbiamo deciso di nominare un commissario per restituirla al suo ruolo». Berlusconi ha ricordato che «abbiamo nominato commissario straordinario il prefetto Renato Profili per riportare Pompei, che non è solo patrimonio di Napoli e della Campania, ma che è patrimonio dell'umanità per l'Unesco e quindi del mondo, alla dignità che merita». «Un segnale importante del governo, a Napoli e a tutta l'Italia» avverte il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi, in visita agli scavi per l'insediamento ufficiale di Profili, ex prefetto di Napoli, nominato per fronteggiare il degrado dilagante. Una visita lampo, quella del ministro, servita però per fare un primo punto del programma operativo. Ad accompagnare Bondi il sottosegretario Francesco Maria Giro, il capo di Gabinetto Salvatore Nastasi, il segretario generale Giuseppe Proietti, il direttore generale per l'Archeologia Stefano De Caro, e il presidente del Consiglio superiore dei Beni Culturali Salvatore Settis. Presenti anche il sottosegretario Nicola Cosentino e la senatrice Diana De Feo. Il ministro ha acquisito i primi elementi utili sulla gestione di Pompei: varie cartografie dei restauri fatti, delle case ancora chiuse, degli interventi da realizzare. Per poi andare a Napoli al Consiglio dei ministri. Prima, però, Bondi aveva avuto il tempo di fare un piccolo giro per gli scavi, affollati da centinaia di visitatori, soprattutto stranieri: la palestra dei gladiatori, l'Odeon, la casa di Menandro, accompagnato dal sovrintendente Pietro Guzzo. «È impressionante - si è lasciato scappare - questo posto ha un potenziale infinito». Limitate, invece, le risorse. Quaranta milioni di euro prima a disposizione della sovrintendenza e che ora sono stati girati al commissariato straordinario. Più 17 milioni stanziati dalla Regione. Soldi che, ha ricordato lo stesso Profili, «non verranno utilizzati per nuove assunzioni, visto che i miei poteri non lo permettono». Ergo, si dovrà procedere, come ha ricordato il sottosegretario Giro, «a una riorganizzazione del personale. Così come non è più pensabile che sia solo lo Stato ad accollarsi la gestione, ma dobbiamo pensare ad aprire ai privati». Dunque si inizierà subito dalle situazioni di degrado. Lotta alle guide abusive, alle bancarelle, ai parcheggiatori irregolari, mentre i custodi avranno una divisa. Il secondo passo sarà quello di aprire aree restaurate ma non ancora aperte al pubblico. «Pompei - ha ricordato Guzzo - è su mezzo milione di metri quadri. Quando sono arrivato io, nel gennaio '95, il 14 dell'area era visitabile. Ora siamo al 35, c'è ancora tanto lavoro davanti ma abbiamo fatto progressi». Sul rilancio, però, Guzzo, il cui ruolo è stato bruscamente ridimensionato dalla nomina di un commissario straordinario, non si sbilancia. «Io non credo che si possano fare previsioni certe. Roma non è stata fatta in un giorno e anche per Pompei c'è voluto qualche decennio».
CAMPANIA - Il premier: uno stato indecente. Fuori da Pompei guide abusive e randagi, riaprire le case restaurate
Il governo ha nominato un commissario straordinario, Renato Profili, per riportare Pompei alla dignità e fronteggiare il degrado dilagante. Il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi ha visitato gli scavi e ha acquisito i primi elementi utili sulla gestione di Pompei. Il governo ha varie risorse a disposizione, tra cui 40 milioni di euro e 17 milioni di euro della Regione. Tuttavia, i soldi non verranno utilizzati per nuove assunzioni, ma per una riorganizzazione del personale e per aprire aree restaurate ma non ancora aperte al pubblico. Il governo intende lottare contro le guide abusive, le bancarelle e i parcheggiatori irregolari, e aprire gradualmente le 3.
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