La scure di Giulio Tremonti non risparmia. nessuno, nemmeno gli amici come Sandro Bondì. Anzi, proprio ai ministri forzasti il titolare del dicastero dellEconomia ha chiesto i sacrifici maggiori. Tagliare, tagliare, tagliare, è stata questa la sua parola dordine, e anche i Beni Culturali si sono ritrovati con un bel segno meno davanti alle previsioni di spesa dei prossimi anni, una decurtazione di 434 milioni di euro. Lex coordinatore di Forza Italia, come tutti i colleghi ministri, ha accettato di buon grado le decisioni del professore di Sondrio, ma sul blocco di un provvedimento, quello del "Tax shelter" che prevede la detassazione dei contributi privati alla cinematografia, si sarebbe opposto in maniera molto netta. Così netta, riferiscono fonti governative, da avere addirittura minacciato le sue dimissioni dallincarico. Una scelta dura che, magari, molti non si aspettavano dal ministro che ha la fama di uomo accondiscente, sempre pacato nei toni e il cui hobby è scrivere poesie. Vero o no, le proteste hanno funzionato e il provvedimento - con la sua copertura finanziaria di 120 milioni di euro in tre anni è entrato nel maxiemendamento che la Camera dei deputati si appresta a votare lunedì.