Walter Belotti traccia un bilancio dell'attività dell'ente e pensa ai progetti futuri. In programma anche la definizione di un nuovo metodo di catalogazione reperti Attivo ed in costante crescita. Operativo sull'intero territorio lombardo per la tutela del patrimonio storico-militare, forte anche della convenzione decennale firmata con il Ministero per i beni e le attività Culturali. Il Museo della Guerra Bianca in Adamello rende noto il «bilancio» delle attività svolte nel corso del 2007. Allarga lo sguardo al 2008, segnalando obiettivi ed operazioni che in questi mesi impegneranno soci ed amici dell'ente. Ad essere diffusa, una relazione ricca di annotazioni, descrizioni e dichiarazioni di intenti: dalle attività di promozione e dagli incontri con il pubblico alla divulgazione di opere più o meno monografiche. Dalle collaborazioni tecnico-scientifiche al monitoraggio e recupero di manufatti. Firmata ed approvata dal responsabile della Commissione tecnicoscientifica John Ceruti e dal presidente Walter Belotti. Senza tralasciare inoltre di indicare le particolari difficoltà che il Museo di Temù sta affrontando, prima fra tutte la questione che ruota intorno al trasferimento nella nuova sede che si affaccia su via Roma, strettamente connessa alla mancanza di un accordo con la locale Amministrazione. Ad illustrare traguardi e mete future, il presidente Walter Belotti: «Nel corso del 2007 il Museo ha potuto proseguire nella propria avventurosa missione volta alla tutela ed alla valorizzazione del patrimonio storico della Prima Guerra Mondiale. Sono stati mesi ricchi di soddisfazione, ma più che mai irti di difficoltà». A dirlo sono i fatti. La collaborazione con il Nucleo tutela patrimonio culturale dei Carabinieri di Monza per la campagna estiva di recupero di beni in quota; i sopralluoghi nel sito trincerato di Voldomino; il supporto durante le operazioni di recupero della «ruota di Maderno», raro oggetto rinvenuto nelle acque del Garda. I mesi scorsi hanno visto il Museo di Temù impegnato anche sul fronte del potenziamento dei servizi offerti al pubblico. Serate culturali, escursioni e visite guidate, arricchimento del sito internet (www.museoguerrabianca.it), attività didattica e di formazione professionale. Dimostrazione, in altre parole, che non ci si può fermare a ciò che viene esposto tra le mura del museo. Tra gli interventi attorno a cui sta ruotando l'impegno di Belotti e dei soci, va sicuramente sottolineato il progetto intitolato «I sistemi difensivi e le grandi ope- re fortificate alpine tra Napoleone e la Grande Guerra in Lombardia». Obiettivo, identificare, censire e studiare i siti di interesse storico-militare diffusi nella nostra Regione, così come la viabilità militare e le opere fortificate, facenti parte dei sistemi difensivi. C'è poi il recupero di manufatti sulle montagne (non solo camune): il ritrovamento di croci dell'ex cimitero militare del Faita, al Tonale; la documentazione della distruzione del Ponte di Ferro, a Temù, ceduto a seguito del passaggio di un camion di grosse dimensioni; il reperimento di pattini per artiglieria al Passo della Lobbia e di alcuni resti umani. Restano i progetti messi in cantiere per il 2008. «Trovare una soluzione per disporre di una nuova sede, non necessariamente quella realizzata appositamente a Temù», si legge ancora nella relazione. «Svolgere attività di controllo delle aree glaciali e perigliaciali, ricche di resti di battaglie e combattimenti». Infine, la definizione di un metodo scientifico da seguire per la catalogazione delle armi e dei beni storico-militari e l'avvio del neonato «Circolo Amici e sostenitori del Museo della Guerra Bianca in Adamello». Tra le finalità di quest'ultimo, la fidelizzazione degli aderenti, l'ampliamento dei contatti e l'individuazione di potenziali soci dell'ente.