L' Archeologo La capitale ha bisogno di una filosofia dell'intervento «Non si può sempre aspettare che qualche monumento crolli per intervenire. E' necessario programmarne la conservazione attraverso un continuo monitoraggio». L'archeologo Salvatore Settis, rettore della Scuola Normale Superiore di Pisa, è convinto che bisognerebbe iniziare a prendere in seria considerazione la teoria di Giovanni Urbani della conservazione programmata del patrimonio artistico. Dal Palatino alla Domus Aurea fino alle mura Aureliane, Roma è a rischio crollo. Come si è intervenuti in questi anni? «Si interviene sempre quando ormai è troppo tardi.» Quando si sente «il botto»? «Proprio così.» Perché mancano i fondi? «I governi che si sono succeduti negli ultimi anni hanno progressivamente tagliato i fondi destinati al ministero dei Beni culturali. Questo incide sicuramente sulla possibilità di mettere in atto gli interventi di cui il patrimonio artistico della città ha bisogno.» Costano più gli interventi conservativi o i restauri? «Oggi la tecnologia può aiutare molto. Esistono sistemi di monitoraggio che permettono di intervenire tempestivamente prima che sia troppo tardi. Per restaurare si spende molto di più. Si risparmierebbe, al contrario, con interventi periodici mirati.» Quindi non è solo un problema economico. «Manca anche la filosofia dell'intervento, quella che muoveva la teoria della conservazione programmata del patrimonio artistico pensata da Giovanni Urbani. Il suo motto era semplice: il restauro è un trauma che lascia segni inguaribili, la miglior cura è la prevenzione ottenuta con una periodica manutenzione. E una città dal vastissimo patrimonio artistico come Roma ha bisogno più che mai di questa filosofia.» Due giorni fa ha partecipato al Consiglio superiore per i Beni Culturali. Ci sono buone notizie per i monumenti di Roma? «Il Consiglio ha apprezzato molto l'intervento del ministro Sandro Bondi tanto da proporre una mozione di fiducia per lo stesso ministro.» Cosa l'ha convinta dell'intervento del ministro? «L'aver riconosciuto che i tagli del governo destinati al ministero per i Beni Culturali sono eccessivi e che lavorerà per cercare di diminuirli.»
Settis: Prevenire è meglio che curare. Vale anche per i monumenti
L'archeologo Salvatore Settis sostiene che Roma ha bisogno di una filosofia dell'intervento per la conservazione del patrimonio artistico. Il restauro è un trauma che lascia segni inguaribili, la prevenzione è la miglior cura. Settis propone la teoria della conservazione programmata del patrimonio artistico, che prevede interventi periodici mirati. La città ha bisogno di fondi per gli interventi conservativi e restauri, ma anche di una filosofia dell'intervento. Il Consiglio superiore per i Beni Culturali ha apprezzato l'intervento del ministro Sandro Bondi e ha proposto una mozione di fiducia per lui.
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