ROMA - Fulco Pratesi (foto), fondatore nel 1966 del Wwf Italia e ora suo presidente onorario, ha in mente un esempio negativo tra tutti: «Penso che la politica dei tagli finisca col frantumare la forza della tutela e avvicinare sempre di più gli interessi privati al "consumo" del paesaggio. A Cala Luna in Sardegna, nel Gennargentu, il comune locale ha imposto un ticket. Sarebbe come se il municipio di Pompei imponesse una sovra-tassa per accedere agli scavi. Credo che un passo importante sia allontanare gli interessi dei "piccoli" dai grandi temi della tutela paesaggistica». Per questo, sostiene Pratesi, la preoccupazione del Wwf è l'ipotesi di una «devolution» di competenze legate alla tutela dallo Stato centrale alle regioni: «Invece noi siamo convinti che il livello di controllo debba rimanere il più "alto" possibile proprio per mantenerlo lontano dagli appetiti localistici. Anche per questa ragione l'intero mondo dei parchi italiani è in allarme. Mancano i fondi per la tutela e la gestione di quei beni, il desiderio di molte amministrazioni locali di divorare territorio è fortissimo...». E cosa le sembra dell'azione del ministro Bondi, Pratesi? «A sentire le sue buone intenzioni, mi sembra una persona molto preparata, disponibile, e preoccupata. Bisognerà vedere ora cosa accadrà nei fatti. Il ministro Tremonti mi sembra molto severo su questa Finanziaria e per ora i margini di manovra mi sembrano molto, molto limitati».