ROMA - «Nessuno più di me comprende le necessità della finanza pubblica. Ma occorre selezionare i settori nei quali si possono tagliare risorse e altri ai quali, invece, bisogna assicurare risorse indispensabili perché sono il volano della nostra ripresa economica. Il primo settore in assoluto di questa ultima categoria sono i Beni culturali...». Antonio Maccanico (foto) è il presidente dell'Associazione Civita, che gestisce 6o tra musei e siti archeologici. E il senatore fa un ragionamento proprio economico: «I tagli colpiscono un settore fondamentale per lo sviluppo economico futuro. Assicurare tutela e controllo del patrimonio e del territorio significa investire a favore delle nuove generazioni. Non possiamo puntare a occupare una posizione di eccellenza nella graduatoria del turismo mondiale senza curare ciò che di specifico e di inconfondibile può offrire il nostro Paese. Ovvero un paesaggio straordinario e un'offerta museale senza pari al mondo». Soprattutto sul secondo punto Maccanico spiega che «l'ultimo rapporto di Federculture ha certificato il degrado di molti musei. Urge migliorare immediatamente la gestione museale». Il presidente di Civita segnala il pericolo «rappresentato da quegli enti locali che mercificano il proprio territorio, lo stravolgono irreparabilmente per ottenere risorse destinate ai servizi. Un errore spaventoso che provoca, in prospettiva, il degrado complessivo e irreparabile del paesaggio italiano».
Antonio Maccanico. Civita: risorse per evitare la svendita dei territori
Il presidente dell'Associazione Civita, Antonio Maccanico, sostiene che i Beni culturali siano un settore fondamentale per lo sviluppo economico futuro dell'Italia. Assicurare la tutela e il controllo del patrimonio e del territorio è essenziale per raggiungere una posizione di eccellenza nel turismo mondiale. Maccanico critica l'ultimo rapporto di Federculture che ha certificato il degrado di molti musei e richiede un miglioramento immediato della gestione museale. Inoltre, segnala il pericolo rappresentato da enti locali che mercificano il proprio territorio e lo stravolgono per ottenere risorse destinate ai servizi.
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