E' da valutare come un fatto sicuramente molto favorevole il progetto di rilancio in tre mosse presentato dal ministro dei Beni e delle attività culturali Sandro Bondi per gli Scavi di Pompei nella visita di ieri al sito cori il neocommissario Profili. Di fronte alla seconda realtà monumentale più vista nel nostro Paese, attrattore turistico di rilevanza mondiale, appaiono pienamente giustificati gli sforzi del governo per migliorare la drammatica situazione in essere. Naturalmente, sorge e rimane del tutto lecito l'interrogativo intorno alla validità della misura adottata in sede ministeriale. Basterà la nomina di un autorevole commissario straordinario a produrre i risultati attesi dal piano di rilancio? La risposta richiede approfondimento dei problemi e esame delle condizioni dell'operato del nuovo commissario. I problemi si legano a tre obiettivi: valorizzare il patrimonio archeologico, migliorarne lo stato di conservazione e agevolarne la fruizione. All'interno di ciò si collocano azioni di breve, medio e lungo termine che comporteranno l'uso di risorse addizionali straordinarie. Dunque, in mancanza di fondi adeguati, verrebbe meno una delle condizioni per il successo della gestione commissariale, che sarà condizionato dal modo e dai tempi con cui si accrescerà l'efficienza delle strutture operative. Per apportare competenze managerialie conoscenze aziendali, spesso si guarda a compartecipazioni privato-pubblico. Le obiezioni già sollevate sull'ingresso di privati nella gestione dei beni culturali sono frutto, secondo noi, di ostilità preconcette. Senza rinuncia del pubblico a un ruolo di controllo, non si può negare l'utilità dell'aziendalizzazione di un servizio. Ma l'intervento dei privati dev'essere adeguato, comportare la mobilitazione di cordate imprenditoriali di rilevanza nazionale e internazionale e concretarsi nella partecipazione non solo all'amministrazione degli Scavi ma anche alla realizzazione di una più complessiva valorizzazione del territorio, di un impegno di elevata qualità da parte di chi abbia già offerto dimostrazione delle proprie capacità manageriali nel settore. Che nella strategia da realizzare sia necessaria anche la bonifica, è altrettanto palese. Non si può migliorare la fruizione del sito senza più idonee condizioni ambientali. Il riferimento è all'accessibilità, alle attrezzature ricettive e di ristorazione, ai servizi complementari al turismo (commercio, artigianato, intrattenimento, ecc.), rimuovendo abusivismo, precarietà e insicurezza per creare un ambiente accogliente. Per questo, occorrerà la cooperazione del Comune di Pompei e delle altre amministrazioni coinvolte. Per il piano di rilancio appare indispensabile un atteggiamento collaborativo nei confronti del Commissario straordinario: sarebbe delittuoso sprecare la particolare attenzione del governo centrale e lasciare le cose nello stato drammatico in cui da troppi anni versano, Il pericolo è che cominci il solito balletto delle competenze e delle responsabilità, che gli organi ordinari si sentano espropriati dei loro poteri e quindi, invece che collaborazione, si sviluppino rivalità. È del resto noto il peso delle varie lobby che da tempo difendono i propri interessi e che, anche all'epoca del city-manager, sono riuscite a ostacolare i tentativi d'innovazione nella gestione e di modernizzazione organizzativa. In buona sostanza, il successo dell'operazione dipende dall'abilità e dalla tenacia del commissario designato, che dovrà essere capace di procurarsi i mezzi finanziari necessari, di coinvolgere un'imprenditoria di qualità e di realizzare una proficua concertazione tra gli attori del disegno strategico da promuovere.
POMPEI. Scavi, priorità nazionale
Il ministro dei Beni e delle attività culturali Sandro Bondi ha presentato un piano di rilancio per gli Scavi di Pompei, che include azioni di breve, medio e lungo termine per valorizzare il patrimonio archeologico, migliorare la sua conservazione e agevolare la sua fruizione. Il piano prevede l'uso di risorse addizionali straordinarie, ma la sua realizzazione dipenderà dalla disponibilità di fondi adeguati e dalla capacità del commissario designato di coinvolgere un'imprenditoria di qualità. Il piano richiede anche la collaborazione del Comune di Pompei e delle altre amministrazioni coinvolte per migliorare le condizioni ambientali e la fruizione del sito.
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