Il sopralluogo fu fatto di giorno Dal verbale risulta che la verifica del Comune e della cooperativa venne eseguita alle 12 Il sopralluogo tecnico che doveva verificare lagibilità, le condizioni strutturali e il rispetto delle norme di legge della struttura del Forte di Belvedere avvenne di giorno. In pieno giorno, col sole alto: dalle 12 alle 13.30 del 27 giugno scorso. I tecnici del Comune e della cooperativa Archeologia che gestiva il Forte non riscontrarono anomalie nellagibilità degli spazi esterni in prossimità dei parapetti e dei camminamenti a ridosso delle alzate di mura. Però rilevarono un problema allimpianto di irrigazione e un difetto della chiave del bagno per disabili. Il tutto in pieno giorno. Veronica invece è morta di notte, nel buio, probabilmente dopo aver tentato di scavalcare un muretto. E il paradosso scoperto e denunciato, a tre giorni dalla tragedia, da due consiglieri comunali, Stefano Alessandri di Alleanza Nazionale e Marco Stella di Forza Italia. I due hanno chiesto e ottenuto il piano di sicurezza (con tutti i relativi atti amministrativi) che la cooperativa Archeologia ha presentato al Comune (che lo ha approvato) e in base al quale la sicurezza al Forte doveva essere garantita. E ora il giallo sinfittisce. Perché non solo si scopre che il sopralluogo del 27 giugno, con cui si sancì la consegna di spazi, locali e impianti alla società che li avrebbe gestiti, avvenne in pieno giorno senza quindi verificare le eventuali criticità della struttura durante la notte. Si viene anche a sapere quali erano le misure di sicurezza strutturali che dovevano essere garantite nella zona dellincidente. Luci, transenne, agenti di vigilanza. In fondo al camminamento che Veronica stava percorrendo per raggiungere gli amici nella zona dove si era svolto il concerto, avrebbe dovuto trovare una transenna. Ma era davvero lì? Oppure fu spostata da qualcuno quella notte, e la ragazza se la trovò di fronte, inducendola a scavalcare quel muretto per proseguire? Ancora: il vialetto, secondo le prescrizioni del piano, avrebbe dovuto essere illuminato da luci perimetrali, quelle che individuano il percorso pedonale: molto basse, trenta centimetri da terra, secondo le prescrizioni dovevano avere una potenza di 18 watt. Una potenza luminosa accettabile? Ed erano accese o spente in quel momento? Gli agenti di guardia: 9 i presidi, fissi e mobili, indicati dalla mappa allegata al piano di sicurezza. Uno di questi era adiacente al luogo dellincidente: ma cera qualcuno in quel momento a sorvegliare? Sono solo alcuni dei punti su cui dovrà indagare la magistratura. Il Comune intanto ha avviato unindagine interna: «Ma è giusto che a condurla sia il direttore dellufficio cultura, Giuseppe Gherpelli, che esaminò il piano stesso? Non sarebbe più opportuno allargare la commissione dinchiesta?», chiedono Alessandri e Stella.
FIRENZE - FORTE BELVEDERE: Tragedia al Forte, un giallo la posizione della transenna
Il sopralluogo tecnico al Forte di Belvedere, avvenuto il 27 giugno, non ha verificato le condizioni strutturali e le norme di legge della struttura durante la notte. I tecnici hanno rilevato un problema all'impianto di irrigazione e un difetto della chiave del bagno per disabili, ma non hanno trovato anomalie nell'abilità degli spazi esterni. La tragedia della ragazza Veronica è scoppiata il giorno successivo, dopo aver tentato di scavalcare un muretto. Due consiglieri comunali hanno denunciato il paradosso e chiesto il piano di sicurezza, che è stato approvato dal Comune.
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