La dirigente Di Francesco: "Cè troppa approssimazione, scriverò un decalogo da inviare ai progettisti di Palazzo dAccursio" Il Comune «è un po scoordinato sul progetto del Civis» e allora la Sovrintendenza invierà a Palazzo dAccursio un "decalogo di comportamento". Così, mentre la trattativa sullapertura del cantiere in via Marconi ad agosto resta in momentaneamente ferma, in attesa del sì dei Beni Culturali al progetto esecutivo e del via libera del quartiere da cercare allassemblea pubblica di martedì sera, la Sovrintendente regionale Carla Di Francesco si prepara ad inviare ai progettisti del Comune un vademecum su «come ci si comporta con lente regionale». Il documento, è già sul tavolo della Di Francesco, che però lo esaminerà soltanto lunedì. La dirigente Di Francesco: scriverò un decalogo per Palazzo dAccursio Laccusa della Soprintendenza "Comune scoordinato sul Civis" "Per via Marconi spero di dare una risposta il prima possibile, se non ci sono problemi" SILVIA BIGNAMI -------------------------------------------------------------------------------- La Sovrintendenza invierà al Comune un "decalogo di comportamento". Così, mentre la trattativa sullapertura del cantiere in via Marconi ad agosto resta in stand by in attesa del sì dei Beni Culturali al progetto esecutivo e del via libera del quartiere da cercare allassemblea pubblica di martedì sera, la Sovrintendente regionale Carla Di Francesco si prepara ad inviare ai progettisti di Palazzo DAccursio un vademecum su «come ci si comporta con lente regionale». Troppa, secondo la neo sovrintendente subentrata da poco a Maddalena Ragni, lapprossimazione dimostrata da settore mobilità nel gestire i lavori pubblici. «Mi pare che il Comune qui sia un po scoordinato. Io vengo da Milano, dove le cose andavano diversamente e nessuno cercava di metterci allangolo». Lo dice senza polemica, anche se la memoria va ancora una volta al "pasticcio" di Strada Maggiore di un anno fa, quando il Comune asfaltò un tratto di via senza informare preventivamente alla Sovrintendenza, con seguito di polemiche. Un pasticcio replicato tale e quale oggi in via Marconi, con Comune e Atc a progettare il cantiere senza il sì dellente regionale. «Io un anno fa non cero - esordisce la Di Francesco - ma dopo la conferenza dei servizi in cui la Sovrintendenza ha approvato, con alcune riserve, il progetto definitivo, è chiaro che il Comune deve continuare a mantenersi in contatto con noi. E una questione di prassi. Ci sono delle tappe e per ogni cantiere del centro storico si deve mandare alla Sovrintendente il progetto esecutivo dellintervento». Il documento, spedito in tutta fretta dagli uffici del settore mobilità giovedì pomeriggio una sollecitazione dellente, è già sul tavolo della Di Francesco, che però lo esaminerà soltanto lunedì. «Cercherò di dare la mia opinione il prima possibile, ma è chiaro che se dovessimo trovare qualche criticità poi sarebbe seccante dover dire al Comune che non se ne fa nulla». Si allontana quindi la possibilità che Palazzo DAccursio e Atc - pressate dalle cooperative che temono che un allungamento dei tempi faccia levitare i costi dellopera - riescano ad iniziare i lavori ad agosto. Ieri alcuni rappresentanti del comitato Mazzini si sono presentati in Comune con 450 firme del fronte "no Civis" di via Genova. Il sindaco non li ha ricevuti, mentre la vicesindaco ha glissato: «Non faccio la postina». Lassessore Maurizio Zamboni, dopo «lorgia dichiaratoria» di questi giorni, rimanda tutto alla riunione pubblica di martedì al circolo Atc Dozza. «Cominceremo i lavori se avremo tutti i permessi necessari, e quando il progetto sarà stato discusso con i cittadini del quartiere Porto». In ogni caso, aggiunge, «la decisione sulloccupazione di suolo pubblico è competenza esclusiva del Comune». Il sindaco, invocato dai comitati Palasport e Mazzini allassemblea di martedì, per ora non parla.