il secolo XIX, 18-07-2008 Il soprintendente, Giorgio Rossini, apre all'ipotesi Darsena. «Un minareto? Valuteremo» IL CUORE oltre l'ostacolo, ben oltre il protocollo firmato dal sindaco Marta Vincenzi e dall'imam portavoce della comunità islamica Salah Husein: la moschea potrebbe sorgere nella zona dei porto antico, nella vecchia Darsena, come fu un tempo quando Genova era una potenza economica e commerciale. E il via libera, inaspettatamente, arriva dal Soprintendente ai beni architettonici e paesaggistici della Liguria, Giorgio Rossini: «E perché no? Non sono contrario, nel nostro passato i luoghi di culto anche di religioni diverse erano abbastanza a contatto». Non c'è bisogno di scomodare la Spianata di Gerusalemme, dove nei secoli le tre grandi religioni monoteiste hanno costruito templi, moschee e cattedrali. Basta restare a Genova, proprio nella vecchia darsena. «La moschea anticamente, fino a tutto il 1700, era nell'arsenale - prosegue Rossini perché molti degli uomini che vi lavoravano erano schiavi turchi ed ebbero il loro luogo di culto». Su un solo aspetto Rossini è molto cauto, l'eventuale costruzione del minareto: «Quello è da vedere» dice. Le disquisizioni storiche ed urbanistiche si infrangono contro l'opposizione del centro destra, che non ha reagito bene alla firma dei protocollo tra il sindaco Marta Vincenzi e l'imam Salah Husein. «Ritengo inammissibile che il Consiglio Comunale sia stato escluso da una decisione destinata ad avere pesanti ripercussioni sulla città». Gianni Bernabò Brea della Destra. Ieri ha licenziato una mozione e firmato una lettera aperta indirizzata a tutti i capigruppo e alle « forze politiche che non si riconoscono nel Sindaco Vincenzi» per chiedere un'urgente convocazione dei consiglio. Non scende di ottava neppure il capogruppo di Forza Italia, Raffaella Della Bianca: «Il protocollo d'intesa è un fatto gravissimo. Tale decisione potrebbe procurare alla nostra città, già sepolta da troppi problemi che non si vogliono né affrontare né risolvere, un'altra forte penalizzazione». Secondo Della Bianca sarebbe in corso il tentativo di non affrontare la questione in consiglio comunale «perché la sinistra è divisa». «Il dubbio - aggiunge - è che dopo un anno di non governo il calo di popolarità e di stima che il sindaco Vincenzi raccoglie da parte dei genovesi voglia essere sostituito dai cittadini musulmani». Ai dubbi di divisione interna alla maggioranza rispondono con compattezza di vedute ManuelaCappello di Italia dei Valori e Antonio Bruno di Rifondazione comunista. «Pienamente d'accordo con il sindaco - afferma la prima- e se portare o meno la discussione in consiglio comunale è decisione del presidente»; e il secondo: «discutere di un luogo di culto è sbagliato in uno stato laico e pluralista. La passione con cui viene invece affrontato indica un problema di convivenza nella società italiana. Personalmente condivido qualunque iniziativa che vada nei senso della convivenza pacifica e della libertà di culto. L'importante è che tutte le libertà siano tutelate: dall'autodeterminazione delle donne, a quella dei singoli individui come recita bene il protocollo d'intesa». Dove sarà la moschea, se nella vecchia darsena o in qualunque altra parte di Genova, è dibattito che appassiona poco il segretario di Alleanza nazionale, Gianfranco Gadolla: «L'importante è che sia gestita lasciando fuori l'Ucoii, che non ha comportamenti compatibili con la civiltà italiana». Non è l'unico paletto di Alleanza nazionale: «Che tutti gli interventi siano fatti in italiano, non in arabo, e che le persone che circolano per strada siano sempre riconoscibili, non coperte da un velo». Contro la moschea minaccia di scendere in piazza la Lega, oppositrice della prima ora: «Faremo di tutto perché non si faccia. Con metodi legali e civili, come sdraiarsi davanti alle ruspe», spiega il segretario regionale Francesco Bruzzone che rinuncia anche alle ferie di agosto per «presidiare il territorio ed evitare che il Comune faccia colpi di testa. Abbiamo chiesto una copia dei protocollo d'intesa, ma pare che sia impossibile averla».
GENOVA. Sì alla moschea in porto: è Storia
Il sindaco di Genova, Marta Vincenzi, e l'imam Salah Husein hanno firmato un protocollo d'intesa per la costruzione di una moschea nella vecchia Darsena. Il Soprintendente Giorgio Rossini ha espresso il suo sostegno all'idea, considerandola una possibilità per la convivenza pacifica e la libertà di culto. Tuttavia, il centro destra ha espresso opposizione alla decisione, affermando che il Consiglio Comunale non è stato informato e che la moschea potrebbe avere un impatto negativo sulla città. La Destra ha lanciato una mozione e ha firmato una lettera aperta per chiedere un'urgente convocazione del Consiglio Comunale.
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