Il ministro pronto a dimettersi, anzi no Personale insufficiente; enti locali privi di risorse, paesaggio in balia della speculazione edilizia e commerciale. E' questo lo scenario che si è presentato, sostanzialmente inviariato da anni, in questo inizio di legislatura, con una destra che non sembra proprio intenzionata a rinunciare ad alcune delle sue bandiere peggiori, condono edilizio compreso. E fin da subito si è presentata una contraddizione, almeno così sembra, tra il ministro dell'Economia Giulio Tremonti e il suo collega dei Beni culturali Sandro Bondi. L'ex sindaco comunista di Fivizzano nonché poeta, che ha già manifestato la propria solidarietà a chi, Asor Rosa in testa, si era battuto contro la speculazione edilizia a Monticchiello, si trova ora a dirimere una matassa piuttosto aggrovigliata di fronte ai tagli proposti da Tremonti. Il Parlamento sta infatti per approvare il Dl 112 che sottrae, come denuncia su Repubblica di ieri Salvatore Settis, quasi un miliardo nel prossimo triennio, di cui 761 milioni dalla "tutela dei beni culturali e paesaggistici". Un evento annunciato se è vero che erano state subito sospese o cancellate tutte le operazioni di promozione esterna che riguardano circa 200 persone tra funzionari, architetti e amministrativi. Una decisione in assoluto contrasto con la necessità di applicare il codice del paesaggio e affrontare seriamente questo problema. Settis, in un altro articolo pubblicato sempre dal quotidiano diretto da Ezio Mauro, aveva precisato come il codice sarebbe rimasto lettera morta se la sua applicazione non fosse stata accompagnata da un reclutamento straordinario di personale, da un adeguamento delle regioni alle normative del codice stesso e da un rafforzamento delle finanze degli enti locali, altrimenti costretti a venire a patti con la rendita fondiaria. L'altro punto dirimente è infatti quello relativo ai comuni: il DI sull'Ici ha sottratto 45 milioni di Euro per il ripristino dei paesaggi degradati. Ora Bondi è chiamato a dimostrare che il suo dissenso non è legato ad un gioco delle parti. Due giorni fa il segretario generale della Uil per il settore Gianfranco Cerasoli, membro del Consiglio Superiore dei Beni Culturali, ha addirittura paventato le dimissioni del ministro Bondi: «Rispetto alla drammatica situazione del Mibac ha detto chiaramente che di certo non resterà a guardare, traendone le conseguenze». Il ministro ha sottolineato la necessità che Tremonti torni indietro sui tagli ai Beni Culturali, al cinema, allo spettacolo perché questo significa il rischio concreto di mettere in liquidazione il ministero dal 2009 e un effetto negativo a cascata su circa 1,2 milioni di lavoratori impiegati nel sistema delle imprese e nelle produzioni di cinema e spettacolo dal vivo. Che Bondi comunque non abbia intenzione di dimettersi, mettendo così in atto una protesta che sarebbe stata clamorosa, lo dimostrano però le ultimissime decisioni prese ieri, segno evidente di un attivismo non proprio compatibile con chi è in procinto di rinunciare al proprio ruolo. Il ministro ha nominato Enrico Hullweck Capo della sua Segreteria Particolare. Hullweck, già parlamentare e Sindaco di Vicenza per due mandati, che entrerà nelle sue funzioni a partire dal mese di settembre. Ha anche proposto un "tavolo" di ministri e istituzioni locali, una specie di pre-Comitatone informale, sui progetti specifici di attività culturali a Venezia. Un'iniziativa lanciata nel corso dell'incontro avuto con il sindaco Massimo Cacciari e che dovrebbe concretizzarsi in una prima riunione da tenersi nei primi giorni della Mostra del Cinema. Il tavolo informale dovrebbe essere anche un'occasione per affrontare il problema della Legge speciale. Cacciati ha sottolineato che il ministro ha assicurato il proprio impegno sul tema dei fondi per la Legge speciale e per la costruzione del nuovo Palazzo del cinema e dei congressi. Resta il fatto che anche Bondi considera il patrimonio culturale ed ambientale come qualcosa da mercanteggiare, da svendere. E infatti, dulcis in fundo, sempre ieri, insieme al sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega al Turismo Michela Vittoria Brambilla, ha deciso di realizzare una campagna di spot per far conoscere il patrimonio artistico italiano e istituire un Osservatorio nazionale sulle Città d'arte. «Dobbiamo "vendere" l'Italia» ha detto Bondi a Lucca presentando il primo Workshop Città d'arte. Ma i dubbi su quelle virgolette sono legittimi. Altro che dimissioni, per l'ex coordinatore nazionale di Forza Italia il rimedio ai tagli di Tremonti è il libero mercato, anche quando si tratta di arte e paesaggio.
Bondi versus Tremonti? E'tutta una finta
Il ministro dei Beni culturali Sandro Bondi si trova a dover affrontare una matassa complessa di tagli proposti dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti. Il Dl 112 prevede la sottrazione di quasi un miliardo di Euro nel prossimo triennio, di cui 761 milioni dalla "tutela dei beni culturali e paesaggistici". Il ministro Bondi ha espresso la sua disapprovazione e ha chiesto al suo collega Tremonti di tornare indietro sui tagli. Il ministro ha anche nominato un nuovo capo della sua segreteria particolare e ha proposto un "tavolo" di ministri e istituzioni locali per affrontare progetti specifici di attività culturali a Venezia.
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