L'istituto pronto a uscire allo scoperto. Il Comune; «Così utilizzeremo i 5 milioni in più» Dietro l'operazione una banca. Ufficialmente sconosciuta per ora (nonostante il toto-nomi impazzi), ma destinata a uscire allo scoperto. E' una strategia per alimentare la curiosità quella adottata da "Centro Arte srl", la cordata chiavarese che mercoledì, con una promessa di acquisto di 17.012.000 euro, si è aggiudicata la Colonia Fara di Chiavari. Al di là della riservatezza, però, c'è anche la necessità di stringere gli accordi necessari a far decollare l'operazione che prenderà forma definitivamente, entro 60 giorni, con il versamento della somma. Il giorno dopo l'aggiudicazione è quello delle reazioni della città (e non solo) e dei nuovi proprietari dell'ex colonia marina. L'assessore ai Lavori pubblici, Giorgio Beaud fa i conti e alla lista degli interventi già previsti (risanamento di Palazzo Rocca, ristrutturazione e copertura della piscina del Lido, ammodernamento dello stadio comunale) ne aggiunge altri. «Con i 5 milioni in più che incasseremo - spiega - saranno anticipati alcuni lavori previsti nel piano triennale: dal 2010 passerà al 2009 il completamento del complesso dell'ex chiesa di San Francesco con la ristrutturazione della farmacia dei frati». Per "Centro Arte srl" parla Stefano Podestà, discendente di una famiglia di costruttori. «Dal recupero conservativo della Fara - dice - riparte il rilancio turistico della città. Ristruttureremo l'edificio rispettando alla letterale prescrizioni della Soprintendenza. Saremo attenti all'ambiente, al consumo energetico e alle nuove tecnologie. Con la Fara rinascerà il quartiere». Gli scettici non mancano: Legambiente - che il 18 settembre discuterà davanti al Tar il ricorso pendente - annuncia l'intenzione di scrivere al ministro ai Beni culturali, Sandro Bondi. «Gli invieremo - spiega Stefano Sarti, presidente regionale dell'associazione - la stessa lettera spedita al suo predecessore, Francesco Rutelli. Pensiamo che da parte del Comune dovesse esserci più cautela nell'apertura delle buste: ha preso per buona la vittoria sul ricorso presentato da Italia Nostra, senza considerare che quella sentenza non è vincolante sul nostro ricorso». Anna Maria Castellano, presidente della sezione Tigullio di Italia Nostra, insiste sulla tutela dell'edificio. «Mi auguro - dice - si trovi una destinazione compatibile con le caratteristiche storiche, culturali e architettoniche della Fara». Da Genova arriva il commento di Gianfranco Gadolla, segretario provinciale di Alleanza nazionale. «Mi complimento con l'amministrazione comunale - dice - che ha fatto quello che a pochi riesce: ha trasformato in utile da investire sulla città quello che utile alla città non è». Da sinistra si fa sentire Rifondazione comunista. «Nonostante preferissimo una proprietà mista pubblico-privata - spiega Antonino Circolo, portavoce del circolo cittadino speriamo che quella prevista sulla Fara non sia una mera speculazione edilizia, ma un investimento sul futuro sviluppo della città».