Il sindaco Cacciaci: «A rischio i progetti di salvaguardia. Lo Stato ha messo in bilancio solo 5 milioni all'anno» Per certi versi è stato un 'viaggio della speranza". Un modo per invitare i Palazzi romani a impegnarsi su Venezia. Operazione non facile, anzi, visti i tempi, soprattutto con i tagli previsti dalla Finanziaria, quasi una "mission impossible". Obiettivo: chiedere al governo di garantire il rifinanziamento della legge Speciale per Venezia. Altrimenti saranno guai. Così, il primo cittadino tornato dalla Capitale dopo aver incontrato una pattuglia di ministri, ha chiesto loro di mettersi una mano sul "cuore" per una «città speciale come la nostra», ma anche sul portafoglio "per garantire la continuazione di tanti progetti fondamentali». TOUR NEI PALAZZI ROMANI - Risultato? Cacciari ha incassato l'interessamento e l'impegno in proposito del ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli; di Sandro Bondi, ministro per i Beni culturali e di Giulio Tremonti, responsabile di Economia e Finanza, anche se quest'ultimo proprio parlando di nuove risorse con Cacciari, lo avrebbe invitato a vendere azioni delle società comunali per ricavare denaro fresco. «Mi ha detto: vendi, vendi - è sbottato il sindaco ieri in conferenza stampa a Ca' Farsetti - Ma che cosa vendo? Sto già facendo i salti mortali. Ho spiegato loro che Venezia ha bisogno di una rifinanziamento annuo di almeno 60 milioni di euro sulla base della Legge speciale per Venezia. Altrimenti sarà difficile garantire, anzi potrebbero bloccarsi, progetti legati alla manutenzione della città, dal progetto sullo scavo dei rii al restauro del patrimonio immobiliare privato, dagli interventi per la rivitalizzazione socio-economica della città alla ristrutturazione degli immobili comunali. Lo stanziamento finora previsto di soli cinque milioni di euro non ci consentirà a partire dal 2009, la continuità di alcun programma di intervento». SERVONO 70 MILIONI DI EURO - Una situazione drammatica. Ed è proprio Cacciari a snocciolare i dati della crisi finanziaria. «In quindici anni - ha tagliato corto il sindaco - lo Stato ha erogato un miliardo e 773 mila euro, che ne ha spesi un miliardo e 400, e già impegnati altri 300. Ai ministri ho fatto, presente che la città ha un fabbisogno annuo di almeno 70 milioni, che possono anche scendere a 60: una soglia che però non possiamo ulteriormente abbassare altrimenti si blocca tutto». Insomma, un grido di allarme bell'e buono. Un batter cassa con la speranza che Venezia venga "rispettata" nella ripartizioni dei fondi statali. «Matteoli - ha rivelato Cacciari si è reso conto della nostra situazione e ha assicurato il proprio impegno». E proprio per trovare una "ricetta" nuova, ma anche per sensibilizzare ancor di più il Palazzo romano, Cacciaci ha annunciato che, in collaborazione con il Ministero per i Beni culturali, il 28 agosto prossimo, in occasione della Mostra del cinema al Lido, si terrà un incontro, una sorta di "pre-comitatone informale" per discutere i destini di Venezia. APPUNTAMENTO AL LIDO Al vertice oltre a Matteoli, Bondi, e Tremonti, dovrebbe partecipare anche il sottosegretario alla Presidenza del consiglio Gianni Letta. In ogni modo, di fronte alla prospettiva di "lacrime sangue", Cacciari rilancia anche la necessità che enti, istituzioni e cittadini si impegnino in favore della battaglia di Ca' Farsetti. «Abbiamo bisogno di un vero e proprio "movimento d'opinione" a sostegno della nostra azione ha auspicato - altrimenti non si andrà da nessuna parte». POCHI FONDI PER MOSE E ALLUVIONATI - C'è poi il capitolo Mose. Anche su questo Cacciari è stato netto: «I flussi di denaro - ha detto il sindaco - sono inferiori a quelli previsti dall'accordo con lo Stato (4 miliardi 200 milioni ndr). Di conseguenza, è altrettanto evidente che non potrà che slittare la fine dei lavori, con un aggravio di costi non indifferente. E la responsabilità di tutto non sarà del Consorzio Venezia Nuova, ma dello Stato che "centellina" i finanziamenti». E c'è da preoccuparsi anche per i fondi destinati agli alluvionati del settembre 2007. Un'altra «spada di Damocle». «Prima c'erano stati annunciati 15 milioni in Finanziaria, poi passati a 5 e infine ridotti a 2,5. In realtà di fronte ad una necessità di quasi 33 milioni di euro, ci ritroveremo che al massimo potremo disporre di 7 milioni e mezzo di euro!». E in tutto questo, quasi ironia della sorte, il sindaco ha aggiunto che gli è stato assicurato che a giorni giungerà anche l'attesa autorizzazione del ministero dell'Ambiente per bruciare 70 mila tonnellate di immondizie nell'inceneritore di Fusina per poterne ricavarne, il combustibile da rifiuto (il cosiddetto Cdr). Ma al di là degli stanziamenti statali, Cacciari ha ricordato che, inoltre, il ministro Bondi si è impegnato per il reperimento fondi per la Legge speciale e per la costruzione del nuovo Palazzo del cinema e dei congressi al Lido.
VENEZIA. Per salvare Venezia servono 70 milioni di euro
Il sindaco di Venezia, Cacciaci, ha incontrato i ministri della Capitale per discutere la situazione finanziaria della città. Ha chiesto al governo di garantire il rifinanziamento della legge speciale per Venezia, che prevede un stanziamento annuo di almeno 60 milioni di euro. Il sindaco ha detto che lo stato ha messo in bilancio solo 5 milioni di euro all'anno, che non sono sufficienti per garantire la continuità di progetti di intervento. Ha anche parlato del progetto Mose, che ha ricevuto flussi di denaro inferiori a quelli previsti, e degli alluvionati del settembre 2007, per i quali sono stati assegnati solo 7,5 milioni di euro.
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