Diventa ufficiale la nomina a presidente dell'ex amministratore delegato alla Bnl Venezia, si riparte Quattro su cinque componenti del cda sono veneziani, smentendo le ipotesi di spostamento dell'istituzione culturale dalla città Ormai è ufficiale. Davide Croff è stato designato da Urbani alla presidenza della Biennale di Venezia. Il ministro ha firmato ieri mattina il decreto di nomina del Consiglio di amministrazione della Fondazione La Biennale di Venezia (per la durata di quattro anni) che è così composto:Davide Croff; Paolo Costa, sindaco di Venezia e vice-presidente della Fondazione; Giancarlo Galan, presidente della regione Veneto, o un suo delegato; Luigino Buratti, presidente della provincia di Venezia, o un suo delegato; l'avvocato Bruno della Ragione. Spetta adesso alle commissioni cultura delle camere, come prescrive la legge, esprimere il proprio parere. La nomina di Croff pone la parola fine alle ipotesi di uno sradicamento della Biennale dal suo territorio: quattro su cinque componenti del cda sono veneziani doc. «Oltre ai prestigiosi incarichi ricoperti in campo nazionale (è stato amministratore delegato della Bnl, ndr. ) e internazionale - ha esultato il sindaco Paolo Costa - non posso dimenticare che Croff è un veneziano rimasto sempre legato alla sua città. Con la nomina alla guida della Fondazione di un tecnico', il cda rafforza il suo ruolo gestionale e organizzativo». Anche il presidente della regione Galan rinnova la sua fiducia al nuovo presidente: «è la persona giusta, un veneziano con un profilo professionale per niente provinciale....». Ma il coro dei sostenitori non è unanime. Al centro delle preoccupazioni non soltanto il totonomi ma la questione dell'autonomia della Biennale e le modalità con cui è stata gestita «politicamente» l'intera operazione da parte del governo. Così Andrea Martella, ds, pur riconoscendo a Croff le doti di «un manager di esperienza» e l'essere «un professionista apprezzato» avverte che il nuovo presidente della Biennale sarà giudicato «sulla base delle scelte che effettuerà, sui risultati e soprattutto sull'indipendenza che saprà garantire all'istituzione veneziana e, in particolare, alla Mostra del cinema. Gli appetiti sulla Biennale non sono ancora finiti. Il tentativo di ridurre la Mostra a un contenitore gestito altrove si riaffaccerà con forza e su ciò dovremmo stare molto attenti nell'interesse della città e del prestigio di una manifestazione che si confronta con realtà internazionali agguerrite e finanziariamente ben dotate». Anche per Giuseppe Giulietti «Croff è sicuramente una gran brava persona, stimata e stimabile» ma il giudizio sull'intera operazione resta pesantemente negativo. «Il governo - aggiunge - ha messo in scena uno spettacolo non degno sulla storia della Biennale e della città di Venezia. Il ministro non ha mai spiegato le ragioni che hanno indotto a porre fine al mandato di Bernabé. Il nuovo presidente dovrà ora dimostrare di non voler consegnare la Mostra al gran patron di Cinecittà. Ha un solo modo per farlo: confermare progetto e squadra che stanno tentando di impedire il fallimento della prossima Mostra...». Le associazioni degli autori e dei produttori cinematografici italiani Anac e Api si augurano infine che «il nuovo cda, nel nominare il direttore della Mostra del cinema, tenga conto delle indicazioni del nuovo statuto della Biennale: I direttori dei settori di attività culturali sono scelti tra personalità, anche straniere, particolarmente esperte nelle discipline relative alla progettazione e realizzazione dei programmi di attività dei settori di rispettiva competenza». Nel frattempo, Franco Bernabé, ormai fuori dai giochi della Biennale, è stato designato presidente per la Fondazione Maxxi, il museo d'arte contemporanea di Roma.
Biennale, Urbani incorona Croff
Il ministro Urbani ha firmato il decreto di nomina del Consiglio di amministrazione della Fondazione La Biennale di Venezia, con Davide Croff come presidente per quattro anni. Quattro su cinque componenti del cda sono veneziani, smentendo le ipotesi di uno sradicamento della Biennale dalla città. Croff è un tecnico con esperienza nazionale e internazionale, e il sindaco Paolo Costa ha esultato per la nomina. Tuttavia, il coro dei sostenitori non è unanime, con preoccupazioni sulla questione dell'autonomia della Biennale e sulla gestione politica dell'operazione. Alcuni hanno espresso preoccupazioni sulla riduzione della Mostra del cinema a un contenitore gestito altrove.
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