il tempo stringe e occorre sbrigarsi per completare l'accordo di programma per la riqualificazione del centro storico entro il 30 settembre. Altrimenti si dovrà dire addio ai 220 milioni di euro stanziati dall'Ue, cui dotrebbero accompagnarsi investimenti privati in grado di rilanciare Napoli. Nel suo primo incontro pubblico, la neonata associazione di impegno civile Napolitalia, presieduta da Uberto Siola, ha riunito il governatore Antonio Bassolino, il sottosegretario Vincenzo Scotti, l'assessore comunale Felice Laudadio, monsignor Ugo Dovere e il soprintendente Stefano Gizzi. Dall'incontro sono emersi nodi cruciali come Palazzo Fuga, «cervello operativo per la riqualificazione del centro storico» per l'architetto Siola ma in grado «di assorbire troppi fondi» per Bassolino e su cui non bisogna concentrarsi troppo. E poi ancora palazzo Ottieri, di cui farebbero a meno Laudadio, che il governatore definisce «un obbrobrio» ma «da reinserire nel tessuto urbano» per Gizzi. Ma non mancano punti di unione come quello suggerito da Siola, convinto che «un dialogo tra antico e moderno» debba essere il punto centrale dell'accordo. mg.cap.