IL REPORTAGE La vegetazione si infila aggressiva e strafottente nelle mura, dentro i laterizi nella storia Oggi arriverà a Pompei per una breve visita. Il ministro per i Beni e le attività culturali, Sandro Bondi, conferma l'attenzione che il governo ha posto sugli Scavi di Pompei, sul suo degrado e il futuro rilancio. Un breve giro per l'area archeologica e poi un incontro tecnico come primo passo di un iter burocratico e operativo che si tenterà di snellire il più possibile. Sarà il primo appuntamento per il nuovo commissario straordinario per gli scavi Renato Profili, ex prefetto di Napoli, nominato proprio da Bondi. Ad accompagnare il ministro ci saranno il sottosegretario ai Beni culturali Francesco Maria Giro, il capo di gabinetto Salvatore Nastasi, il segretario generale Giuseppe Proietti, il direttore generale per l'archeologia Stefano De Caro e il presidente del Consiglio superiore dei Beni culturali Salvatore Settis. Ad attenderlo, oltre a Profili, anche il soprintendente per i beni archeologici Pietro Guzzo, a cui è rimasta la competenza sulla tutela dei beni archeologici, mentre il neocommissario si occuperà di personale, gare d'appalto, gestione amministrativa, rapporti con i privati e naturalmente della sicurezza, Bondi comincerà il sopralluogo a Pompei alle 14. Al termine presiederà una riunione tecnica con il commissario straordinario nell'auditorium, a seguire incontrerà la stampa e poi si recherà a Napoli per partecipare alla riunione del Consiglio dei ministri. Una svolta, dunque, per Pompei, per la quale arriva l'apprezzamento anche da Palazzo Santa Lucia. Secondo l'assessore regionale al Turismo Claudio Velardi, «è stata ottima la mossa di nominare un Commissario straordinario, ma l'importante viene un attimo dopo». Infatti, Velardi spiega che «una volta recuperata l'agibilità e la legalità dell'area, bisogna pensare a cosa deve diventare Pompei. Due milioni di visitatori all'anno (quattro con quelli del Santuario) devono ricevere un'accoglienza degna di questo nome». Per cui, continua l'assessore, il territorio dovrà essere dotato di «servizi, itinerari, percorsi aperti e visitabili all'interno del sito. Eventi, merchandising, allestimenti, enogastronomia di livello al di fuori del sito. Accoglienza, alberghi, viabilità, logistica moderna nell'intera area che va da Pompei e Stabia». Per Velardi «tutto questo, parlo all'imprenditore Berlusconi, si fa solo se si mette il privato in condizione di investire sul territorio, attraverso un accordo che coinvolga amministrazioni centrali e periferiche, cordate imprenditoriali di livello nazionale e internazionale». Intanto, il degrado della città sepolta arriva via etere nel mondo arabo. Le telecamere di Al Jazeera, (la maggiore emittente televisiva del Qatar che trasmette in lingua araba e che per ascolti è la seconda emittente televisiva libanese, quarta all'estero fra tutte le tv arabe), ieri pomeriggio, hanno ripreso lo stato di abbandono in cui versa il sito archeologico più conosciuto al mondo, denunciato, nei giorni scorsi, dal ministro Bondi.