AL MINISTERO. L'ex sindaco trova un ruolo nella capitale: sarà a capo dello staff politico-tecnico dei Beni culturali Hüllweck andrà a Roma come "spalla" di Bondi Parola d'ordine, dopo la delusione alle elezioni: «Sapersi reinventare» «Da deputato, avrei fatto una vita più comoda di quella che mi aspetta» «Sapersi reinventare». A 62 anni. Dopo essere stato per 10 sulla poltrona di Palazzo Trissino. Dopo aver patito i morsi perversi del Porcellum "a lista bloccata" alle elezioni per la Camera: piazzato tra i papabili, finito tra i trombati senza aver potuto cimentarsi col consenso dei vicentini misurato con i voti di preferenza. Enrico Hüllweck si reinventa così: da settembre sarà il capo della segreteria particolare del ministro Sandro Bondi ai Beni culturali. Forzista uno, forzista l'altro. E forzista il vociferato mediatore della chiamata nella capitale, Gianni Letta, braccio destro di Silvio Berlusconi che a Arcore qualcosa aveva promesso all'ex-sindaco rimasto per strada. «Ma non è un incarico di partito - specifica Hüllweck, che comunque diventa il forzista berico più altolocato a Roma - è un incarico nel ministero, in un ruolo attualmente non affidato a nessuno». Con emolumento, ufficio, segretaria, auto blu e autista: «Insomma tutto quello che serve per lavorare accanto al ministro». La notizia è ufficiale da ieri mattina. Lui - in fase di compensazionevalorizzazione dopo il "buco" datogli per il Parlamento dal suo partito (e dai voti leghisti preponderanti in Veneto) - aveva fatto un pensierino a qualcosa di grosso nel settore sanità. Poi ha fatto marcia indietro: «Mondo ben conosciuto, ma anche molto complicato e difficile, e dov'ero un po' stanco di restare». Via libera, allora, all'ipotesi nel settore cultura: «Che è sempre stata la mia passione. Teatro in gioventù. Scrivere, anche poesie. Musica. E infine l'assessorato in Comune: so di essere stato un po' evanescente come assessore, ma sono rimasto lì per garantire il completamento del nuovo teatro» ricorda Hüllweck. Che l'evanescenza adesso deve scordarsela: «Dal martedì al venerdì mattina. A preparare il lavoro per il ministro incontrando amministratori pubblici, sovrintendenze, gente di cultura e di spettacolo». A fare i capi-segreteria dei ministri vanno, di solito, i giovanotti di belle speranze. È difficile trovare un segretario particolare più anziano del ministro. Che cosa vuole dire per Bondi e lei? Può essere un fatto positivo, no? A Roma andrò a dirigere la segreteria politica e tecnica del ministro. Ero leggermente titubante. Per paura, perché l'impegno è difficile e pesante, e quando le condizioni sono queste un po' di paura ci vuole. Ma con il ministro e con il suo capo di gabinetto Salvatore Nastasi ci conosciamo ed esiste un buon rapporto. Che cosa ha davanti? Il confronto con diversi mondi e il compito di preparare il lavoro del ministro. Una sorta di pre-ministro, insomma. Ma su quali temi? Bondi ha tre settori sui quali vuole incidere. Il cinema: unificando o almeno sinergizzando gli enti pubblici del cinema, l'Istituto Luce, Cinecittà... Una nuova valorizzazione dei musei per dare sostegno al turismo. Il rilancio dei piccoli Comuni per riscoprirne le ricchezze artistiche. Tutte cose faticose in tempi di ristrettezze dei bilanci, vero? Sì. C'è un grande nemico: la convinzione presente in tanta gente, e anche in molti politici, che quelli per la cultura siano investimenti a fondo perduto. Invece? Sono investimenti veri, perché l'indotto si spalma su tutte le attività economiche. Sul taglio degli sprechi sono d'accordo, ma gli investimenti veri devono andare avanti. Vicenza può contare su di lei? Con il cuore cercherò di aiutarla, ma il mio è un incarico nazionale. Diciamo che l'aiuterò nei limiti del lecito. Su qualcosa in particolare che ha già in mente? Se dicessi una cosa o l'altra, scoppierebbe il finimondo. Resterà presidente della Fondazione Teatro? Sì. Non ci sono ostacoli. Quesito finale che riporta ai primi ragionamenti: la scrivania al ministero è la compensazione per il mancato ritorno da onorevole, quella che altri non hanno ancora avuto? Altri potranno averne altre. Io posso commentare che se fossi stato eletto deputato avrei fatto una vita più comoda di quella che mi aspetta. Al ministero non ci sarà routine, non ci saranno i tempi morti che qualche volta ci sono in Parlamento.
C'è un grande nemico: la convinzione che investire sulla cultura sia a fondo perduto
L'ex sindaco Enrico Hüllweck è stato nominato capo della segreteria particolare del ministro Sandro Bondi ai Beni culturali. Hüllweck, che aveva perso le elezioni per la Camera, ha deciso di reinventarsi e ha accettato l'incarico. Sarà responsabile della segreteria politica e tecnica del ministro e si occuperà di preparare il lavoro del ministro per i tre settori di competenza del ministero: cinema, musei e Comuni. Hüllweck ha dichiarato di essere entusiasta dell'incarico e di essere pronto a lavorare duramente per aiutare il ministro.
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