«Basta cemento, parco pubblico per tutti». Questo lo striscione affisso da una cinquantina di attivisti del centro sociale Acrobax e del Comitato ansa del Tevere sul cancello del cantiere per la costruzione di una delle piscine dei Mondiali di nuoto 2009, in via della Vasca Navale, il cui accesso è stato bloccato per circa tre ore. Al centro della protesta la realizzazione di una superstrada che collegherà ponte Marconi all'impianto sportivo, passando lungo l'ansa del Tevere: «Il progetto del Comune prevede per il lungotevere Dante una strada a due corsie di 18metri - ha spiegato Valerio dell'Acrobax questo comporterà l'abbattimento di una parte dell'ex-cinodromo, mettendolo a rischio di sgombero». In pericolo è anche la realizzazione di un parco pubblico lungo l'ansa del Tevere, su cui sta lavorando da un anno il Comitato dei cittadini, al fine di riqualificare un'area attualmente degradata e abbandonata, e di restituirla alla fruibilità dei romani. I cinquanta attivisti hanno concluso la protesta, dopo essere stati ricevuti, insieme al presidente del Municipio XI Andrea Catarci e al consigliere provinciale Gianluca Peciola (Sa), dal delegato del Commissario straordinario per i Mondiali di nuoto, l'architetto Paolo Zini, il quale ha fissato per domani mattina un incontro anche con l'Ufficio Progetti Metropolitani del Comune. «Apriremo, poi, un tavolo la settimana prossima - ha annunciato Catarci con gli assessori comunali all'Urbanistica e ai Lavori pubblici, Marco Corsini e Fabrizio Ghera per discutere dell'utilizzo del Lungotevere Dante e del recupero di tutta l'area verde lungo l'ansa, che al momento è una discarica abusiva a cielo aperto». I ragazzi dell'Acrobax e il Comitato ansa del Tevere avranno così la possibilità di presentare il loro «progetto partecipato», che prevede la riduzione delle corsie da due a una e la realizzazione del parco pubblico. Sul problema, inoltre, della sicurezza sul lavoro del cantiere è intervenuto Peciola: «Gli operai stavano scavando le buche senza le necessarie protezioni. Valuteremo se fornire i dati fotografici e le nostre testimonianze alle autorità competenti».